Cambio di prospettiva

10/04/2017
09:34
La meta conquista gli amanti del lusso e gli imprenditori alberghieri si adeguano all'offerta
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Il Messico turistico gode di ottima salute. Inequivocabile il messaggio che arriva dalle cifre dell’inbound internazionale, che parlano di 35 milioni di turisti per la destinazione ma, soprattutto, di entrate valutarie in forte e costante aumento.

Il Paese, dunque, è finalmente riuscito a cambiare la propria immagine internazionale, catturando una nuova tipologia di viaggiatori: quella dei big spender, attirati dall’alta qualità dei servizi alberghieri e dall’esclusività delle location. Un mutamento di prospettiva che ha innescato un circolo virtuoso soprattutto nell’ambito degli investimenti alberghieri: aumenta, infatti, l’elenco dei grandi gruppi che credono a tal punto nelle potenzialità del Paese da programmare una raffica di nuove aperture già a partire da quest’anno.

E intanto la destinazione scala postazioni nel ranking Unwto dei Paesi più visitati al mondo: se ora è nona, le prospettive sono di guadagnare ancora un posto alla fine del 2017. “Siamo passati dai 32,1 milioni di arrivi del 2015 ai 35 milioni dello scorso anno - ricorda il presidente Enrique Peña Nieto -, ragion per cui è molto probabile che saliremo presto nella classifica”.

Anche perché la crescita di arrivi nel 2016 è stata del 9 per cento, più del doppio della media dell’outbound internazionale. “Il comparto - aggiunge il presidente - rappresenta l’8,9 per cento della nostra economia e genera 9 milioni di impieghi”.

Il cambiamento d’immagine è evidente anche nella percezione dei turisti. Secondo un sondaggio lanciato dall’ente, infatti, l’esperienza del viaggio in Messico è stata positiva per la stragrande maggioranza di visitatori. Oltre il 94 per cento di loro ha infatti definito la vacanza superiore alle aspettative, mentre l’86 per cento ha manifestato la volontà di tornare nei sei mesi successivi.

Tra i mercati emergenti hanno un ruolo di primo piano quello cinese e l’arabo; a loro è destinata una serie di interventi sull’accoglienza, racchiusi in due programmi dal nome significativo: ‘Close to China’ e ‘Halal Mexico’. Il primo riunisce gli enti pubblici dei due Paesi in un piano di scambio reciproco di informazioni sulle esigenze specifiche dei visitatori asiatici; il secondo, invece, individua una serie di linee d’azione per aiutare il comparto alberghiero, la ristorazione e il settore del trasporto aereo nell’identificare le migliori prassi da seguire per rispettare i precetti della cultura islamica.
Stefania Galvan

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