Città d'arte, crollano le tariffe alberghiere: maglia nera a Venezia

Alle prese con il lockdown e le limitazioni dei viaggi dai Paesi europei le città d’arte italiane hanno subito un vero e proprio crollo dei prezzi alberghieri. A rilevarlo L’Unione Nazionale Consumatori, che ha rielaborato i dati Istat dell’inflazione di agosto stilando la classifica delle città con i minori rincari.

La graduatoria nazionale, rileva ansa.it, vede Trapani al primo posto con un crollo dei prezzi del 29,8%, seguita dal preoccupante -22,2% di Venezia; terza sul triste podio Grosseto, a -14,8%, seguita da Lucca e Rimini. Tariffe al ribasso anche per Firenze (-7,5%), Bologna (-7,3%) e Roma (-4,5).

“Al crollo della domanda - spiega Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori - gli albergatori hanno reagito come potevano e dovevano, ossia abbassando i prezzi, così da cercare di contenere le perdite”. Un calo dei prezzi di cui si sono avvantaggiati i consumatori risparmiando sul costo della vacanza anche se, aggiunge Dona, “purtroppo temiamo che non sia bastato per risollevare il settore né il calo dei prezzi né il Bonus Vacanze, decisamente sottoutilizzato”.

All’altro capo della classifica Parma, le cui strutture alberghiere hanno rialzato le tariffe dell’11,4%, seguita da Cosenza a più 11,1% e Cuneo a più 8,4. Facendo la media, a livello nazionale i prezzi sono scesi del 2,1%.
Su scala regionale, invece, a rincarare maggiormente le tariffe alberghiere sono stati gli albergatori del Trentino Alto Adige, a più 5,3%, seguiti da quelli dalla Campania, a più 4,1.

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