Viaggi all’estero senza roaming zero? Ritardi sul rinnovo della misura

12/11/2021
12:24
 

Da alcuni anni per i viaggiatori e i business traveller europei spostarsi per il Vecchio Continente e telefonare non è più stato un problema. Nel 2017 l’Unione europea ha abolito definitivamente i costi di roaming per chiamate e traffico dati, ma nel 2022 la situazione potrebbe cambiare. Ovvero, come scrive ilpost.it, il rinnovo della misura - in scadenza il 30 giugno del prossimo anno - potrebbe non essere così scontato.

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Seppur l’Ue sia già al lavoro sul nuovo regolamento, che dovrebbe durare fino al 2032, i tempi sono stretti e i nodi da sciogliere sono ancora molti.

I nodi
Il principale riguarda gli operatori. In particolare, il costo massimo che questi possono addebitare per i propri gigabyte di dati internet.
Una questione che riguarda anche il turismo. Ogni volta che un utente si collega con la sua Sim card alla rete di un altro Paese - per esempio quando è in vacanza -, il costo del traffico dati consumato in quella sessione viene addebitato dall’operatore del Paese in cui si trova a quello del Paese di provenienza (circa 3 euro per gigabyte).

Questo fa sì che gli Stati europei che attirano i maggiori flussi turistici (principalmente quelli del Sud) abbiano tutto l’interesse a tenere alto il tetto in modo da farsi pagare di più dagli operatori stranieri.

Allo stesso modo, gli operatori dei Paesi del Nord vorrebbero abbassare il tetto per pagare meno.

Il Parlamento europeo, pur tendendo verso questi ultimi e avendo già previsto un ribasso dei costi a 2,50 euro per gigabyte per il 2022, vorrebbe abbassare il tetto per scoraggiare l’aumento delle tariffe telefoniche, mentre il Consiglio europeo chiede che il tetto resti quello previsto.  

Gli altri nodi riguardano poi il rafforzamento degli obblighi per le compagnie telefoniche di offrire servizi della stessa qualità anche all’estero e la 'fair use policy', clausola che fino a oggi ha scoraggiato gli abusi da parte degli operatori. Il Parlamento ne vorrebbe l’abolizione, ma il Consiglio non sembra intenzionato a cedere.

Una piccola svolta potrebbe nel corso del trilogo fissato per il prossimo 8 dicembre. Se si riusciranno a trovare delle soluzioni di mediazione, il rischio di tornare alle telefonate dai costi salatissimi sarà scongiurato.


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