Open data al servizio del turismo, le case history di Ecosistemi Digitali

17/11/2017
13:05
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È sul tema dei dati e del loro riuso una delle tre macroaree di discussione all’interno di Ecosistemi Digitali, il progetto di Toscana Promozione che, il primo dicembre, vedrà confrontarsi a Firenze 100 tra rappresentanti istituzionali e operatori turistici.
Il potenziale dei big data per il comparto è rilevante; basti pensare alla possibilità di tracciare i flussi turistici, conoscere le scelte di chi viaggia nel nostro Paese e perfino gli indici di gradimento dell’esperienza fatta. Secondo dati Ibm, ogni giorno nel mondo vengono generati 2,5 quintilioni di byte di dati: per questa ragione, è importante che l'analisi dei big data diventi un asset strategico primario per lo sviluppo del turismo online in Italia.

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L'esempio di due startup
Tra gli esempi di startup che hanno saputo usare gli open data c’è MappiNa, una piattaforma di collaborative mapping nata a Napoli che consente ai cittadini di raccontare la propria città segnalando eventi, attività culturali e anche luoghi abbandonati con idee su come riutilizzarli.
Dopo Napoli, la piattaforma ha aperto anche a Roma, Milano, Mestre Venezia e Potenza.

Viaggiart è, invece, lo strumento all-in-one che aiuta il turista a comporre un’esperienza di viaggio su misura. La prima fase del progetto si è basata sullo studio dei paradigmi open data disponibili e sulla ricerca dei dati messi a disposizione dagli enti pubblici. In particolare, la prima banca dati è stata creata nel 2013 utilizzando il database del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

La piattaforma ha integrato altri dati presenti su piattaforme esistenti e disponibili con licenza Creative Commons.

Ecosistemi Digitali è un format promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero dello Sviluppo Economico, da Regioni italiane e sviluppato insieme a Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica ed Enit.

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