Durante, Astoi e il problema dei fornitori esteri

La soluzione al problema delle casse dei tour operator, in un periodo di intense cancellazioni, è stato il voucher. Uno strumenti “nato come risposta dello Stato all’impossibilità dei tour operator di restituire somme che non avevano più a disposizione” come spiega l’avvocato Silvana Durante, consulente legale di Astoi.

Un problema che nasce dal fatto che mentre i pacchetti venduti rispondono alle regole italiane, i contratti con i fornitori esteri sono legati alle norme dei rispetti Paesi.

Il problema delle norme
”Bisogna innanzitutto considerare che la causa di forza maggiore, all’estero, spesso nei contratti non c’è, dal momento che è una fattispecie tipica del nostro ordinamento” spiega l’avvocato Durante. Che prosegue: “In Italia c’è il rimedio restitutorio: devo restituire ciò che ho percepito per una prestazione che non posso eseguire. Negli altri Stati non è detto che sia previsto questo”.

Più frequentemente viene prevista una sospensione o una rinegoziazione del contratto. Dunque non è automatico che la risoluzione del contratto i Italia comporti la risoluzione del contratto con il fornitore estero.

“Anche l’Enac è intervenuta, imponendo l’applicazione delle regole italiane anche ai vettori esteri che volano in Italia - aggiunge Durante -. Aggiungo che l’Enac ha un potere non solo di controllo ma anche sanzionatorio. Può arrivare anche alla revoca della licenza di volo”. Tuttavia, aggiunge, “la stessa cosa non si può dire per i fornitori dei servizi a terra. Non è prevista nemmeno dalla normativa europea per i pacchetti di viaggio”.

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