Turismo outdoor motore di ripresa: i dati di Human Company

04/06/2020
15:29
 

“L’outdoor è la modalità di vacanza più adeguata al rilancio del turismo domestico”. A esserne convinto è Luca Belenghi, direttore generale di Human Company che, presentando i dati dell’Osservatorio del Turismo Outdoor 2020 realizzato dal suo gruppo, fornisce un’analisi dell’attuale mercato domestico del turismo all’aria aperta individuandone le caratteristiche, i trend e le possibili evoluzioni ai tempi del Coronavirus.

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Una rivoluzione culturale
La ricerca restituisce una descrizione del turismo open air come un settore che ha avuto una forte crescita negli ultimi dieci anni e che, per certi versi, ha guidato una sorta di rivoluzione culturale nella percezione collettiva del turismo stesso in generale.

“Nell’open air - spiega l’Osservatorio - si ritrova consolidata e amplificata la forma più attuale di turismo, il turismo esperienziale, intimamente legato al territorio e capace di fare vivere soggiorni unici e gratificanti in termini di un arricchimento personale e relazionale. Nel desiderio di un’esperienza turistica all’aria aperta di questo tipo è cresciuta la voglia di “qualità”, elemento che ha stimolato un’evoluzione quantitativo (è a sua volta aumentata) che qualitativa (gli standard del servizio offerto sono notevolmente migliorati)".

Le cifre dell'Osservatorio
Secondo i dati dell’Osservatorio quasi metà degli intervistati (49%) aspira a una vacanza outdoor: per il 35% si tratta di persone che già oggi soggiornano in strutture all’aria aperta e il 14% di turisti che fanno vacanze di tipo diverso.  Fra le diverse tipologie di vacanza open air, il villaggio riceve il gradimento più alto, poiché piace a ben il 58% degli intervistati, seguito subito dopo dal viaggio on the road (44%) e dalla casa mobile (42%).

Riaperture in sicurezza
“Dalla nostra indagine - spiga Belenghi - risulta che la vacanza è ormai tra i beni di prima necessità: il 69% degli italiani intervistati, infatti, ha intenzione di farne una e il 49% aspira all’open air, per sua natura sostenibile e sicura. Noi di Human Company siamo pronti a vivere questa strana stagione estiva con ottimismo ma con i piedi piantati per terra: le nostre strutture – dai camping in town ai village – stanno aprendo progressivamente, pronte a offrire soggiorni in tutta sicurezza, grazie anche a un importante processo di digitalizzazione”.

Secondo le stime dell’Istituto Piepoli il fatturato del turismo all’aria aperta nel 2019 si attesta intorno a 8,5 miliardi di euro (di cui 5,2 miliardi di euro per servizi ricettivi e 3,3 miliardi di euro per servizi di ristorazione), con una quota di viaggi in Italia che si aggiudica il 25% del totale: dei quasi 80 milioni di viaggi degli italiani in Italia e all’estero lo scorso anno (Istat, febbraio 2020), 20 milioni sono stati outdoor (stima sui soggiorni in villaggi e camping e viaggi itineranti effettuati con caravan e simili) per un totale di 92 milioni di pernottamenti, pari al 23% del totale.
Le regioni più gettonate risultano essere la Puglia (13%), la Toscana (11%) e la Sicilia (10%).


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