I tour operator alla scopertadella destinazione Arabia Saudita

L’Arabia Saudita guarda al futuro, un futuro nel quale il settore turistico vuole diventare protagonista. Diversi t.o. italiani ha avuto modo di osservare il Paese da vicino in occasione del recente fam trip organizzato da Saudi Tourism Authority, un viaggio disegnato ad hoc che ha portato alla scoperta dei molteplici volti di questa meta.

Alcuni operatori avevano iniziato a inserirlo nelle loro attività prima della pandemia mentre per altri il lavoro inizia adesso. “L’Arabia Saudita stuzzica l’appetito di chi ama l’avventura - commenta Andrea Vannucci, general manager di Sporting Vacanze -: ricchezze impressionanti costellano un paesaggio dove ti aspettano canyon e distese vuote, oasi lussureggianti e antiche città”.

A emergere come punti di forza sono l’accoglienza della popolazione, l’accessibilità grazie al buon livello dei collegamenti aerei - anche sui voli interni - operati da Saudia e gli scenari variegati. Tuttavia “Alcuni servizi sono da migliorare - spiega Denis Bartesaghi, luxury travel designer per AciBlueteam. “Inoltre, mancano le guide parlanti italiano”.

I target di riferimento
“Si tratta di una meta adatta a chi desidera un confronto con altre civiltà”, dichiara Daniele Fornari, product manager di Mappamondo. Che aggiunge:“Attualmente, noi proponiamo due itinerari da 7 e 9 giorni dove non manca mai AlUla”.

In un domani, però, il segmento coinvolto potrebbe ampliarsi e non essere più soltanto una nicchia. Chiave di volta, la nascita di un’offerta mare. “Credo che in prospettiva andrà a interessare una fascia più vasta, con clienti alla ricerca di lusso e comfort sia per quanto concerne i voli sia per i resort di lusso sul Mar Rosso" aggiunge Frederic Naar, founder di Naar. Sicuramente, ciò che viene sottolineato è il ruolo essenziale di alcuni asset strategici per il mercato italiano: mare e deserto, in tandem. “Oggi l’Arabia Saudita può spendere nel nostro mercato asset di grande valore come quello culturale, naturalistico e artistico, con l’aggiunta dell’attenzione alla sostenibilità - precisa Fabiola Ameli, destination manager – Middle & Far East and Indian Ocean di Alpitour - Con Vision 2030 il balneare potrebbe diventare il pivot per il nostro pubblico”.

Lo conferma Ico Inanc, managing director di Il Viaggio Travel Atelier. “Pensiamo nel breve termine di puntare ai combinati fra gli Emirati e AlUla”, conclude. “Successivamente, quando apriranno il Mar Rosso e altre località, la volontà è quella di creare itinerari più articolati all’interno del regno”.

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