Stati Generali del Turismo, ecco le richieste del settore

Incentivi fiscali per sostenere la spesa turistica dei consumatori. Una nuova governance capace di superare la frammentazione e i regionalismi. Ma anche azioni concrete contro l'abusivismo e nuovi strumenti a misura delle microimprese. Sono alcune delle richieste che il turismo organizzato ha rivolto al nuovo Governo a Chianciano Terme, in occasione degli Stati Generali del Turismo. Un appuntamento che ha visto le associazioni presentarsi ancora una volta unite per ribadire all'esecutivo appena entrato in carica l'importanza di una filiera che conta 10 mila imprese, più di 80 mila addetti e un giro d'affari pre-Covid di 13 miliardi di euro.

Un comparto che vuole avere un ruolo concreto nel disegnare il nuovo Piano strategico del Turismo: "Noi - ha ricordato il presidente di Astoi, Pier Ezhaya - programmiamo Italia su Italia e siamo tra i primi venditori dei nostri asset turistici. In più conosciamo come funziona il turismo degli altri Paesi, perché dialoghiamo con le principali catene alberghiere e con i più importanti dmc. Un'esperienza internazionale che vorremmo venisse messa a fattore comune, utilizzata quasi come benchmarking per aiutare il turismo nazionale a migliorare".

Una filiera da valorizzare, ma che secondo il presidente di Aidit, Domenico Pellegrino, va ora supportata anche con "interventi a sostegno del potere d'acquisto dei consumatori". Di qui la proposta di "riconoscere una detraibilità fiscale alle spese sostenute per l'acquisto di servizi turistici all'interno dei circuiti certificati del turismo organizzato, garantendo in questo modo tracciabilità, certezza fiscale e contrasto all'abusivismo".

Tema, quest'ultimo, che come ha sottolineato il presidente di Aiav, Fulvio Avataneo, "penalizza fortemente la distribuzione organizzata, ma anche la ricettività e il trasporto. Secondo la polizia postale ci sono oggi 40mila venditori di viaggi privi di qualsiasi autorizzazione e, per contro, 8 mila agenzie che pagano tasse e tutele per i consumatori. Lo Stato ha il dovere di attuare azioni di controllo e sanzioni nei confronti di questa piaga".

Ma non basta. La presidente di Maavi, Enrica Montanucci, ha ricordato che ogni mercato che funzioni deve includere anche le "microparticelle operose", ovvero le agenzie di viaggi che "hanno bisogno di evolvere e di crescere. Ma questo - ha evidenziato Montanucci - può avvenire solo se il Ministero ci sosterrà con strumenti a misura delle imprese più piccole. Solo così potremo integrarci all'interno di un piano industriale di più ampio respiro".

Ha invece puntato l'attenzione sulla necessità di armonizzare e semplificare le regole Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi: "Facciamo impresa da Regione a Regione in maniera diversa, dal rilascio delle licenze al controllo dell'abusivismo. In più abbiamo un Codice del Turismo vecchio di 11 anni, che è rimasto finora nel cassetto, perché inibito da una sentenza della Corte Costituzionale che ne ha indebolito la sistematicità e la portata normativa".

Ma fondamentale, secondo il vicepresidente di Fto, Stefano Dall'Ara, anche intervenire sul tema lavoro: "Oggi abbiamo bisogno di rinnovare i contratti, ma bisogna farlo in modo nuovo, inventando insieme ai sindacanti qualcosa di discontinuo rispetto al passato. È giusto riconoscere di più a chi lavora in questo settore, ma il di più deve essere riconosciuto in base alla capacità delle aziende".

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