Il salto triplo di Patanè

di Cristina Peroglio
30/06/2014
10:53
Leggi anche: Luca Patané, Uvet

"Dobbiamo dare prodotto alle nostre agenzie". Parte da lì, dalla distribuzione, Luca Patanè, patron di Uvet, per raccontare cosa bolle in pentola nella sua azienda, che ha schiacciato il piede sull'acceleratore e si è lanciata nella bagarre del tour operating, ampliando il perimetro aziendale a nuove attività.

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"Io sono curioso, e credo sia necessario diversificare il business – spiega rapidamente il presidente di Uvet ai giornalisti, riuniti sull'Isola di Santo Stefano, nell'arcipelago de La Maddalena – perché il nostro obiettivo è triplicare fatturato e lavoro nei prossimi anni". La base di partenza sono i 2,2 miliardi di giro d'affari chiarato per il 2013.

Il progetto incoming
Per crescere come azienda e a far crescere il business delle agenzie del suo network Patanè lancia la sfida all'incoming con un progetto che si articola su 3 linee guida: un tour operator inbound, Made in Uvet, un portale di vendita di alberghi e servizi, TripItaly.it e una rete d'impresa costituita da 100 agenzie, Italy &You.

"Abbiamo aperto una partnership con Expo, per gestire il progetto 'Made in Italians', che vuole portare gli italiani all'estero, di terza o quarta generazione, a visitare l'esposizione universale – spiega Patanè -. Il bacino di potenziali clienti è di un milione di persone, e per creare pacchetti per loro nasce Made in Uvet, t.o. incoming con cui inizieremo a vendere dalla prossima settimana direttamente alle comunità italiane all'estero".

Accanto a questo, Uvet sta sviluppando, con Digital Magics e il supporto di Confturismo, il portale TripItaly.it, una Ota che conterrà alberghi e servizi prenotabili online, per "avere il governo dei flussi verso l'Italia e togliere gli alberghi dalla sudditanza verso i portali come Booking e altri". Infine, la rete di imprese fra le agenzie, nata per valorizzare i territori, che produrrà prodotti locali dedicati all'Italia minore.

I villaggi
Ma non di solo incoming vive Uvet. Le 1.300 agenzie Club Viaggi, infatti, accanto ai nuovi prodotti dedicati all'Italia, hanno a disposizione i villaggi che Uvet sta prendendo in gestione e consente di commercializzare in esclusiva. Accanto al Santo Stefano Resort, l'azienda ha aperto da aprile il resort Abu Dabbab a Marsa Alam e per il prossimo anno, anticipa Patanè "stiamo cercando una nuova struttura ancora in Sardegna e una in Tunisia". Il tutto sotto il marchio UvetGo, affidato alle cure di Stefano Colombo.

Ma la gestione alberghiera è una tentazione per il presidente. "Puntiamo sulle gestioni alberghiere – dice -. Lo faremo anche nelle città, non solo nei resort".

La crescita
La diversificazione è ormai avviata, e inizia la crescita. "Ormai possiamo dividere il fatturato al 50 per cento sul business travel (mercato storico di Uvet) e al 50 sul leisure – conclude Patanè -. Per quest'anno contiamo di crescere, sul totale di gruppo, di un 3-4 per cento rispetto al giro d'affari del 2013".

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