Così i conflitti del mondogravano sui costi dei voli

Un mondo sempre più piccolo. E allo stesso tempo sempre più difficile da collegare. Se il conflitto in Ucraina aveva ristretto lo spazio aereo a disposizione dei vettori per collegare i continenti, la guerra in Medio Oriente ha complicato ulteriormente le cose, restringendo ancora di più i corridoi disponibili, in particolare quelli fra l’Asia e l’Europa. Il servizio pubblicato sull'ultimo numero di TTG Magazine, in distribuzione e sfogliabile anche online con la digital edition, fa i conti con l'aggravio dei costi per le compagnie aeree, soprattutto sui voli a lunga gittata, dovuto alla necessità di allungare le rotte per evitare le zone potenzialmente non sicure.

Una questione di carburante
Molte compagnie aeree infatti hanno dovuto rivedere gli operativi per ‘aggirare’ gli spazi da evitare. La conseguenza sono tempi di percorrenza maggiori con più miglia da percorrere per la medesima rotta. Fattori che vanno a incidere sul vero spauracchio dei conti delle compagnie aeree, ovvero il consumo di carburante, la voce di spesa più temuta del comparto. A questi maggiori esborsi si sommano poi i mancati introiti per le rotte cancellate, ovvero quelle che hanno come punto di partenza o di destinazione un aeroporto in zona non sicura.

Leggi il servizio completo sulla digital edition di TTG Magazine

Ti è piaciuta questa notizia?
Condividi questo articolo
Iscriviti a TTG Report, la nostra Newsletter quotidiana
Più lette
Oggi
Settimana