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Roberto Gentile, editore, blogger, consulente, head-hunter

Sedici anni dopo l’11 settembre che ha cambiato le nostre vite (anche nel turismo)

11/09/2017
14:20
 

L’11 settembre è passato di moda. Nessuno dei tre maggiori quotidiani italiani lo rievoca, nella prima pagina di oggi, e anche l’home page del New York Times è dedicata agli uragani che stanno devastando la Florida. Giusto, l’attualità comanda, e poi cosa si può scriverne ancora, dell’11/9?

La chiave di lettura che propongo è diversa: quali cose potremmo fare (e quali cose non avremmo mai fatto) se l’11 settembre non ci fosse stato?

Primo, a New York avremmo continuato a visitare la terrazza del World Trade Center, con la magnifica vista su Manhattan e sull’Hudson. Il memoriale dedicato alle Torri Gemelle, con le cascate che inghiottono acqua come allora vennero inghiottite quasi 3.000 vittime, non sarebbe mai stato costruito.

In aeroporto avremmo distrattamente affrontato le procedure di sicurezza, pensando ad altro e superando i controlli in pochi minuti. Non ci saremmo preoccupati delle cinture con la fibbia e delle scarpe con la suola rigida, del liquido per le lenti e delle dimensioni dello shampoo, dello sguardo indagatore della sicurezza e del passaporto elettronico.

Nel centro di Londra, o di Parigi o di Berlino, non saremmo stati in ansia nel prendere la metro, o un treno a Gare de Lyon, o un pullman al Tiergarten. Non ci saremmo accorti della presenza di qualche poliziotto, peraltro più impegnato a dare informazioni ai turisti che a controllare gli accessi.

Nel decidere la destinazione della nostra prossima vacanza, avremmo scelto il Marocco in confronto alla Scandinavia, o la Turchia in alternativa alla Spagna, tanto prima o poi avremmo visitato le une e le altre. Sapendo a malapena quale fosse la religione di stato e dove si trovassero i luoghi di culto. L’avremmo scoperto sul posto, come sempre, perché la basilica del Sacro Cuore a Montmartre o la spianata delle Moschee a Gerusalemme hanno medesima dignità.

Ma soprattutto, non ci avrebbe fatto alcun effetto sederci accanto a un uomo dai caratteri esotici e dagli occhi scuri, in un aereo diretto a Los Angeles o ad Abu Dhabi. Anzi, ci avrebbe incuriosito e avremmo volentieri scambiato due parole, per conoscere le sue origini e i suoi programmi. Ecco cosa ha tolto l’11 settembre, proprio a noi che viviamo di viaggi: la naturale fiducia nel nostro prossimo, di qualsiasi origine esso sia.


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