Il commento del direttore
Remo Vangelista
Resta indubbiamente la questione più spinosa del mercato. E soprattutto pare senza soluzione, almeno nel breve periodo.
Parliamo della corta stagionalità del mare Italia, situazione che viene a galla in modo sempre più evidente.
TTG Italia ha affrontato il tema in questa intervista con Stefano Simei, direttore generale di Futura Vacanze e ottimo conoscitore del mercato domestico.
Siamo alle solite Simei, con stagionalità corta e prezzi alle stelle. Il Mare Italia resta un tema di discussione senza soluzione?
Da tempo, forse troppo, discutiamo di questo argomento. Servirebbe una visione complessiva e un piano di respiro per allargare la stagionalità del prodotto mare e calmierare così le tariffe. I nostri resort restano aperti qualche mese in meno rispetto a quelli spagnoli e la differenza si vede.
A volte i tour operator finiscono sul banco degli imputati, ma trattano ogni stagione con gli albergatori per tenere i prezzi sotto controllo. Sentite il peso del mercato?
Credo che in alcuni casi i tour operator svolgano un ruolo poco apprezzato di calmieratore dei prezzi. Basta andare in rete a cercare una sistemazione alberghiera per rendersi conto di questo.
Voi di Futura avete una gestione di ampio raggio con 16 strutture. Quanto è complesso governare il Mare Italia?
Grazie alla gestione di lungo periodo riusciamo ad avere un miglior controllo dei costi rispetto a chi commercializza il villaggio e basta. Poi questa stagione è stata segnata dall’aumento del costo del fuel e su quello abbiamo fatto il possibile per non scaricare tutto sui consumatori. I contratti per il volo prevedono il costo seggiolino con un fuel a un prezzo determinato. Poi dopo il 28 febbraio certi livelli sono saltati e la marginalità di tutti è stata ovviamente compressa.
Dal fronte dei villaggi estero di Futura che segnali arrivano?
Siamo in calo del 10% rispetto alla stagione ‘25 per le strutture in Mar Rosso, Tunisia, Kenya e Portogallo. Contiamo di recuperare terreno nella seconda parte dell’anno, sempre che le situazioni geopolitiche non peggiorino. Sul mercato Italia siamo, però, in progressione del 14%.
State cercando altre opportunità sul lungo raggio?
Non è un segreto che stiamo cercando prodotto su mete a lungo raggio. È opportuno trovare nuove mete per avere un portfolio più ampio, capace di rispondere al meglio alle varie crisi che ormai arrivano a ciclo continuo.