Corinthia Roma apre le Signature Suites. La gallery

Arrivano al Corinthia Rome le Signature Suites, ambienti che completano il lavoro di restauro e reinterpretazione che ha trasformato l’ex sede della Banca d’Italia di Piazza del Parlamento in una nuova destinazione dell’ospitalità internazionale.

  • La Campo di Marzio Suite

Le suite signature sviluppano ognuna un’identità distinta: le Campo Marzio Suites sono concepite come vere townhouse su due livelli. La zona giorno è attraversata dalla luce filtrata da vetrate colorate che incorniciano scorci sul Parlamento, sulle strade del centro o sul garden lounge interno. Una scala scultorea conduce al piano superiore, dove la camera da letto si accompagna a due bagni in marmo e a una cabina armadio, mentre la Chigi Suite, al quinto piano, è costruita intorno al rapporto tra interno ed esterno. Dal patio privato una scala a chiocciola conduce a una terrazza panoramica di 90 metri quadrati, arredata con area dining e zone lounge.

  • La Chigi Suite

L’Arte Suite, al sesto piano, ha la misura raccolta di una casa di collezionista. Il soggiorno luminoso dialoga con una dining room per quattro persone; la camera affaccia sul giardino interno. Una scala sale verso una terrazza privata di 70 metri quadrati, progettata per il tramonto. Il guardaroba walk-in, il bagno padronale in marmo e il secondo bagno ospiti completano un impianto che privilegia continuità e fluidità.

  • L’Arte Suite

L’Aurea Penthouse, che richiama nel nome la Domus Aurea, occupa una posizione dominante. Due camere da letto, entrambe con bagno en suite in marmo e cabina armadio, si distribuiscono attorno a una grande zona living e dining che si apre su terrazze multiple. La suite dispone di un ulteriore bagno ospiti e di spazi outdoor attrezzati con sedute e lettini.

  • L’Aurea Penthouse

Lo spazio sicuramente più straordinario dell’hotel è la Theodoli Heritage Suite, ricavata dall’antica Sala del Consiglio della Banca d’Italia, affacciata direttamente su Montecitorio. Qui, un rigoroso restauro ha recuperato integralmente uno dei cicli decorativi più significativi del primo Novecento romano. Le pareti conservano gli affreschi di Giulio Bargellini, una narrazione continua che, ispirandosi al Rinascimento italiano e ad Andrea Mantegna, dispiega figure allegoriche, processioni civiche e rappresentazioni della ricchezza nazionale. Il soffitto dipinto da Guglielmo Janni sviluppa una storia visiva della moneta italiana attraverso sessantadue rosette che ripercorrono l’evoluzione della valuta dalle origini etrusche al Novecento.

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