Il commento del direttore
Remo Vangelista
La generazione più influente sul comportamento d’acquisto sta tornando in agenzia. È la Gen Z e, per intercettarla, bisogna “contaminarsi con chi comunica bene con lei” afferma in un’intervista a TTG a margine del panel ‘Gen Z il viaggio che cambia le regole’ Claudio Busca, direttore generale Bluvacanze.
I dati dell’Osservatorio EY Future Travel Behaviours giustificano l’accordo strategico concluso dal network con WeRoad: “L’operazione sottolinea il nuovo approccio culturale del mondo agenziale - prosegue Busca -: insegna che esiste un modo diverso di viaggiare da parte di generazioni che vogliono altro dal turismo e sottolinea la nostra mission di allenare gli agenti a comunicare con il loro linguaggio per poter emergere”.
Il nuovo cliente
Lo scenario attuale vede le scelte del viaggio ispirate da contenuti digitali multimediali e dettate dalla repulsione per l’overtourism; inoltre gli eventi aumentano l’attrattività delle destinazioni e l’IA viene ampiamente utilizzata come assistente alla pianificazione dei tour. In questo contesto, la sfida degli operatori è “abilitare gli agenti a parlare in maniera vincente alla Gen Z e convincere quest’ultima del valore aggiunto di prenotare un viaggio in agenzia”. Un focus messo in chiaro anche dal titolo stesso dal panel cui Claudio Busca ha preso parte durante la Bit a Milano.
Fondamentale per la distribuzione è fornire “esperienza, community e risposte adeguate”. Un approccio che nasce anche dall’esperienza della recente partnership: “Da quando abbiamo cominciato con WeRoad, le nostre agenzie si sono attivate moltissimo sui social, proponendo video-interviste in punto vendita al posto delle locandine”. Un modo per mettere al centro “è l’imprenditore, l’agenzia, il punto fisico o il partner digitale che consente al cliente di realizzare l’esperienza del viaggio”.
Certamente occorre tempo per dedicarsi a una comunicazione consapevole, ma “capire perché farlo significa fare l’imprenditore. E il nostro modello aiuta a liberare l’imprenditorialità per dedicarsi ad attività come queste”. Del resto, la presenza social sarà sempre più un must: “Se non ci sarà, non ci saranno le agenzie”.