Cieli chiusi in Medio Oriente
Le conseguenze per i voli

E’ una situazione in continua evoluzione quella dei collegamenti aerei da e per i Paesi del Medio Oriente oltre che nei corridoi Est-Ovest, e al momento è impossibile fare previsioni su quando si potrà intravvedere una prima normalizzazione. Lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra sta infatti avendo ripercussioni in tutta l’area.

Solo ieri ci sono stati circa 5mila voli cancellati per la chiusura degli spazi aerei in Iran, Iraq, Israele, Kuwait, Qatar, Bahrain e Siria oltre che al blocco del traffico negli Emirati Arabi, in Qatar con la cancellazione dei voli da e per destinazioni importanti per il turismo come Dubai, Abu Dhabi (colpiti anche gli aeroporti di queste ultime due destinazioni), e Doha.

I corridoi aerei

A rendere la situazione dei collegamenti aerei ancora più complicata c’è poi anche il perdurare del blocco del corridoio della Russia che riduce attualmente il passaggio a un corridoio e mezzo rispetto ai quattro presenti prima del conflitto Russia-Ucraina, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. Con un’incognita in più: nel caso di chiusura dei cieli anche in Afghanistan e Pakistan la possibilità di volare dall’Occidente all’Oriente risulterebbe compromessa.

Gli italiani coinvolti

Per quanto riguarda gli effetti sull’Italia, il problema principale in questa fase è la gestione dei connazionali presenti nei Paesi interdetti ai voli in questo momento, sia per turismo sia per lavoro. Secondo una prima stima oltre 50mila al momento dell’inizio del conflitto e le operazioni di rimpatrio risultano altamente complicate, considerando anche le dichiarazioni dei leader dei Paesi coninvolti nel conflitto, che lascano prevedere ancora tempi lunghi.

L’agenzia di stampa di TTG Italia vi aggiornerà in tempo reale sugli sviluppi della situazione.

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