Il commento del direttore
Remo Vangelista
È stata sabato la giornata più difficile per i due principali scali italiani, ovvero Roma Fiumicino e Milano Malpensa. L’avvio nella notte dei bombardamenti sull'Iran da parte di Stati Uniti e Israele, ha colto infatti alla sprovvista compagnie aeree e gestori aeroportuali, che hanno dovuto prestare accoglienza a migliaia di passeggeri. Una situazione che è andata peggiorando con il passare delle ore.
Se infatti alle prime luci dell’alba sembrava che il problema fosse legato esclusivamente allo spazio aereo sopra l’Iran e Tel Aviv, l’allargarsi del conflitto ha cambiato lo scenario. La chiusura di scali importanti come Dubai e Abu Dhabi, ha infatti paralizzato i voli in transito dall’Australia, dall’Asia e dall’Europa. Il più grande stop aereo dopo il covid, hanno annunciato gli analisti, che si è tradotto in 21 voli cancellati nella giornata di sabato a Roma Fiumicino, che sono diventati 28 domenica e una ventina per oggi. Solo 8 gli annullamenti previsti invece per domani, martedì 3 marzo, ma la situazione è in completa evoluzione. “Al momento è in vigore il Sib Easa del 28 febbraio e valido fino ad oggi, ma non escludo che possa essere esteso”, ha dichiarato in presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma.
Secondo le autorità aeronautiche, restano chiusi i cieli di Bahrain, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi e Arabia Saudita, paesi collegati con l’Italia da circa 40 voli giornalieri tra Roma e Milano. Negli aeroporti milanesi le ripercussioni maggiori si sono avute però nei collegamenti con l’oriente via Doha o Dubai. Bloccata a terra ad esempio, la nazionale di Hockey femminile su prato, diretta in India per le qualificazioni ai mondiali, mentre la squadra maschile di serie A del Cisterna Volley, ancora non riesce a rientrare su Roma. Le compagnie più colpite risultano essere Emirates, Etihad, completamente paralizzate. Ita Airways da ieri ha invece in corso un programma di “diversions”, ovvero una sorta di dirottamento programmato, per garantire quanti più voli possibili.