Sicurezza in volo,
il report Iata:
ecco i dati 2025

Un miglioramento rispetto allo scorso anno, ma ancora un livello leggermente superiore alla media degli ultimi 5 anni (influenzata però dal lungo stop causato dal Covid). Arriva il nuovo report annuale della Iata sulla sicurezza in volo e per il 2025 il tasso di incidenti si attesta su 1,32 ogni milione di voli, contro 1,42 del 2024 e 1,27 della media sui 5 anni.

Sono stati registrati in totale 51 incidenti su 38,7 milioni di voli, contro i 54 incidenti registrati su 37,9 milioni di voli nel 2024, ma superiore alla media quinquennale di 44 incidenti. In crescita invece gli incidenti mortali, otto, rispetto a sette nel 2024 e una media quinquennale di sei.

“Volare è la forma più sicura di viaggio a lunga distanza. Gli incidenti sono estremamente rari e ognuno di essi ci ricorda di essere ancora più concentrati sul miglioramento continuo attraverso standard globali e collaborazioni guidate dai dati di sicurezza – evidenzia il ceo Iata Willie Walsh -. Il risultato di questo sforzo è chiaro nel modo in cui il tasso medio mobile quinquennale per gli incidenti mortali è migliorato. Dieci anni fa il tasso era di un incidente mortale ogni 3,5 milioni di voli (2012-2016). Oggi, si tratta di un incidente mortale ogni 5,6 milioni di voli (2021-2025)”.

Il rapporto sottolinea tra l’altro che nel 2025 non ci sono stati incidenti con perdita di controllo in volo, segnando solo la seconda volta che ciò è stato realizzato dopo il 2020. Tali incidenti sono storicamente tra le principali cause di incidenti aerei fatali.

Nell’analisi, infine, vengono anche presi in considerazione i crescenti rischi legati alle zone di conflitto, dove l'attività militare vicino ai corridoi aerei ha portato a deviazioni dei voli e complessità operativa. “Gli aerei civili non devono mai essere messi a rischio per attività militari – né deliberatamente né accidentalmente – conclude Walsh -. Quando le tensioni aumentano, i governi devono condividere tempestivamente informazioni sui rischi, garantire un coordinamento civile e militare efficace, limitare lo spazio aereo dove necessario e fornire alle compagnie aeree informazioni sufficienti per le proprie valutazioni del rischio”.

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