Il Golfo cerca stabilità
ma i vettori sono divisi

Fioccano gli ordini di aeromobili, si stringono accordi, si sorride ostentando sicurezza. È in corso fino al 24 luglio il mega air show di Farnborough, in Inghilterra, dove sono particolarmente richieste le dichiarazioni dei dirigenti dei vettori del Golfo. Su tutti quelle dell’influente presidente di Emirates, Tim Clark, che rimane fedele alla linea della positività tenuta fin da inizio conflitto.

“Non permetteremo alla compagnia aerea di vacillare o rallentare”, diceva ad aprile. “Non abbiamo alcuna intenzione di ridurre i voli”, ha ribadito a giugno. “Finché la situazione, per quanto grave sia al momento, rimarrà gestibile, potremo continuare a fare ciò che stiamo facendo”, ha chiarito in via definitiva a Farnborough al giornalista di Reuters.

Un tentativo di rassicurare il mercato rispetto alle preoccupazioni per l'escalation del conflitto, forse un filo sottotono rispetto alle precedenti dichiarazioni, ma il presidente di Emirates ha aggiunto che la compagnia sta operando al 90% della capacità e che le cabine premium sono completamente occupate.

Gli ha fatto eco Paul Griffiths, amministratore delegato di Dubai Airports: “Penso che più sei vicino al centro delle operazioni del Golfo, più ti rendi conto che le cose sono normali”, ha dichiarato sempre a Reuters.

Clark ha inoltre affermato che la compagnia non prevede di rinviare gli ordini di nuovi aeromobili e che il progetto di inaugurare un nuovo aeroporto negli Emirati Arabi Uniti nel 2032 procede secondo i piani. Griffiths ha a sua volta confermato che il nuovo aeroporto di Dubai dovrebbe aprire secondo il calendario previsto.

Le cautele dei vettori internazionali

Intanto la situazione sembra sempre fragile agli occhi degli spettatori internazionali. La scorsa settimana l'Agenzia europea per la sicurezza aerea ha esteso fino al 29 luglio la raccomandazione di evitare lo spazio aereo della regione, mentre Air France-Klm ha sospeso lunedì i voli da e per Riad, in Arabia Saudita, e per Dubai fino al 27 luglio annunciando di stare costantemente “monitorando la situazione” per dare ulteriori aggiornamenti.

Tra gli altri vettori che hanno esteso le cancellazioni verso il Golfo, riporta Euronews, si contano Aegean Airlines, Singapore Airlines, Cathay Pacific e British Airways.

Anche il Gruppo Lufthansa continua a operare una rete ridotta in tutto il Medio Oriente, con i voli di Lufthansa e Swiss per Dubai sospesi fino al 13 settembre. In tutto il gruppo, inoltre, i collegamenti per Abu Dhabi, Amman, Beirut, Dammam, Erbil, Muscat, Riyadh e Teheran rimangono sospesi fino al 24 ottobre.

La resilienza di Dubai

Colpisce anche la notizia del nuovo programma estivo della destinazione Dubai dal titolo “A Dubai Invite rivolta ai residenti. Forte di una certa capacità finanziaria, Dubai offrirà sconti e vantaggi per un valore di oltre 800 dollari ai residenti che porteranno amici e parenti in visita, “tra cui soggiorni in hotel, esperienze culinarie, biglietti per attrazioni e altro ancora”. Il programma rimane attivo fino a fine ottobre, dove l’estate è comunque la bassa stagione per gli Emirati a causa del forte caldo.

Non è dato sapere se Clark sappia dell’iniziativa, ma rispecchia certamente il suo pensiero, visto che ha dichiarato a Reuters che il settore deve “pensare positivo, agire positivo, essere positivo” nel trasmettere fiducia sulla ripresa della regione.

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