Il commento del direttore
Remo Vangelista
L'aeroporto di Torino sgomita per conquistare spazio nel Nord Italia. Vanta passeggeri in crescita e nuove aree commerciali. L’ad Andrea Andorno ieri a Caselle sembrava rinato dopo un inizio di stagione non semplice, causa una serie di intoppi e le tensioni geopolitiche a rallentare il traffico mondiale.
Nonostante questo, i primi 6 mesi del 2026 sono senza dubbio di primo livello con una crescita dei pax del 17,3% a 2,9 milioni. Sono arrivati nuovi collegamenti per alzare il tono internazionale dello scalo (da sempre un cruccio della politica locale).
Per dare forza al progetto di lungo respiro messo a punto da Andorno e dalla sua squadra sono stati aperti ieri nuovi servizi per quasi 1000 metri quadri. Il tutto a supporto di una città che è diventata una meta turistica visto che solo nel 2005 ha contato 1,8 milioni di arrivi.
Ora servono risultati dalle nuove rotte che nascono spesso dalla volontà delle linee aree low cost. I vettori tradizionali continuano ad avere tempi di reazione troppo lunghi e tutti gli scali aeroportuali italiani sono terra di conquista dei low fare. Piaccia o meno, il traffico si sviluppa ormai quasi esclusivamente con questo segmento di mercato. (r.v.)