Il commento del direttore
Remo Vangelista
Ryanair registra utili in calo a causa del costo del fuel, ma vede positivo il prossimo futuro. La guerra in Medio Oriente ha infatti frenato i conti della compagnia, che chiude il primo semestre 2026 con un utile netto in calo del 15%, a 2,15 miliardi di euro.
Secondo il gruppo il dato è la conseguenza di un incremento del 6% del traffico a 125,8 milioni di passeggeri, che tuttavia non è riuscito a compensare il calo del 4% delle tariffe medie e la crescita del 10% dei costi operativi, con il prezzo del cherosene raddoppiato. Ryanair, per il 2027, fa sapere di avere l’80% del carburante coperto a 67 dollari al barile, mentre per il 2028 il 25% del fabbisogno sarà ricoperto a 95 dollari al barile.
“Supereremo i 300 milioni di passeggeri entro il 2034 - ha affermato l’amministratore delegato del gruppo Michael O’Leary -. La capacità europea si manterrà limitata nel breve termine fino all’inizio del prossimo decennio, a causa dei ritardi dei due principali costruttori di aerei e del produttore di motori Pratt & Whitney. Inoltre le fusioni tra compagnie aeree accelereranno e quelle non profittevoli, colpite dall’aumento dei prezzi del carburante, dovranno affrontare un inverno difficile, con alcuni operatori europei già in procedura d’insolvenza”.
Per quanto riguarda l’esercizio in corso, il traffico di Ryanair secondo O’ Leary “crescerà del 3%, a 214 milioni di passeggeri e la nostra leadership sui costi unitari continuerà ad allargarsi”, anche se riconosce che “la domanda è forte, con tariffe che puntano a un modesto rialzo, ma la visibilità sulle prenotazioni rimane piuttosto a breve termine e resta estremamente dipendente dagli sviluppi negativi esterni, compreso l’inasprimento dei conflitti, il prezzo del cherosene e l’impatto dei disagi dovuti a scioperi e problemi organizzativi”.