Schema emissioni dell’Ue,
pagano vettori e viaggiatori

Dopo il caro carburante legato alle tensioni internazionali, un nuovo aumento dei costi dei biglietti aerei potrebbe arrivare entro la fine dell'anno. La notizia è arrivata nel fine settimana con l’approvazione, da parte della Commissione europea, della revisione del sistema Ets.

L’European Emissions Trading System è uno strumento con cui l’Europa cerca di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Co2 nel comparto dell’aviazione e in molti altri settori industriali.

Come funziona il sistema Ets

Il sistema fissa un tetto massimo di emissioni consentite alle aziende e permette l’acquisto di quote tra chi inquina di più e chi di meno. Dal sempre, però, Bruxelles prevedeva delle quote gratuite per mitigare l’impatto di questa sorta di tassa. La Commissione europea nel fine settimana ha però modificato l’Ets, azzerando proprio le quote gratuite. Senza queste sarà difficile non immaginare un aumento dei biglietti aerei, visto che già da tempo le compagnie tendono a scaricare sui passeggeri questo tipo di costi. Secondo stime della stessa Commissione, infatti, gli aumenti potrebbero andare da 2 a 30 euro, a seconda della tratta.

L’Ue ha inoltre stabilito che dal 2029 l’Ets sarà esteso anche ai voli in partenza dall'Ue verso Paesi situati entro un raggio di 5mila chilometri (ad oggi erano soggetti al pagamento solo i voli intra Ue) e a tutti i jet privati a prescindere dalla destinazione. Quindi dal 2029 pagheranno la tassa, ad esempio, anche i collegamenti con Dubai e Istanbul, mentre restano per ora escluse le rotte intercontinentali più lunghe. Questa decisione di Bruxelles ha però scontentato tutti.

Le reazioni negative dei vettori

Coro di polemiche da parte delle compagnie aeree che attraverso A4E, Airlines for Europe, l’associazione di categoria dei vettori del Vecchio Continente, hanno fatto sapere che vedono a rischio la concorrenza con altri operatori mondiali.

Dura anche la reazione di Iata e Icao. “Iata esprime profonda frustrazione per la proposta della Commissione europea. L'Unione europea sta ripetendo un errore storico - ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale Iata -. Le conseguenze saranno dannose, con viaggiatori e imprese europee che ne pagheranno il prezzo”.

Anche l’Icao ha espresso preoccupazione e ricorda, inoltre, che una tassa sulle emissioni a livello globale già esiste: “Il ‘Corsia’ è l'unica misura globale approvata dagli Stati membri dell'Icao dal 2016. Quella della Ue è un duplicato”. La norma potrà, nel caso, essere riesaminata solo nel 2032.

Ti è piaciuta questa notizia?
Condividi questo articolo
Iscriviti a TTG Report, la nostra Newsletter quotidiana
Più lette
Oggi
Settimana