Dal Grand Tour a oggi:
100 anni di turismo
L’analisi dell’Istat

Presenze decuplicate, crescita degli stranieri e una geografia rivoluzionata. È l'analisi del turismo italiano dal 1924 al 2025 fatta da Istat con lo studio “Dal Grand Tour al turismo di massa”. In cent'anni le presenze negli alberghi italiani sono passate da 32 a 288 milioni, o 535 milioni includendo anche le strutture extralberghiere.

Fino agli anni ‘90 prevalevano gli italiani e gli stranieri erano il 33,6%, oggi rappresentano il 55,3% delle presenze complessive. Fino al 1995 l’Italia era la prima destinazione turistica dell'Unione europea per numero di presenze straniere, e quasi l'85% arrivava da sette Paesi con la Germania che rappresentava da sola circa il 40% dei pernottamenti internazionali.

Nel 2025, invece, il 42% dei visitatori stranieri proviene da altri Paesi e la quota dei turisti extraeuropei raggiunge un quarto del totale. Nel 1962 il 75% delle presenze si concentrava in 5 regioni: Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Toscana e Trentino Alto Adige, mentre il Mezzogiorno rappresentava appena l'11,7% del totale.

Oggi il peso delle regioni meridionali è più che raddoppiato e le presenze estere superano la metà del totale in 11 regioni. L'ultima grande rivoluzione è quella digitale. Tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate attraverso piattaforme sono passate da circa 66 a quasi 127 milioni.

L'Italia è il terzo Paese europeo per volume di prenotazioni online, alle spalle di Francia e Spagna, con tre prenotazioni su quattro effettuate da turisti stranieri, una quota superiore alla media europea.

Roberto Saoncella

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