Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il Tar della Sicilia ha bocciato parte della normativa regionale sulle locazioni turistiche, annullando dodici obblighi previsti per appartamenti e b&b. Una decisione che, secondo Property Managers Italia, rappresenta un segnale importante per tutto il comparto extralberghiero. “La sentenza del Tar Sicilia manda un messaggio molto chiaro: non si possono imporre regole pensate per gli hotel a chi gestisce appartamenti o b&b”, commenta Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia.
Nel dettaglio, i giudici hanno cancellato una serie di prescrizioni considerate eccessive, tra cui standard assimilabili a quelli alberghieri, vincoli strutturali e ulteriori adempimenti burocratici ritenuti non proporzionati rispetto all’attività delle locazioni turistiche.
Servono norme proporzionate
“Negli ultimi anni - spiega Fagnoni - abbiamo visto crescere regole sempre più rigide, spesso scollegate da esigenze reali. Questa sentenza ricorda invece che le norme devono avere un senso: devono essere proporzionate e sostenibili”.
Secondo l’associazione, il rischio è quello di penalizzare operatori e piccoli proprietari senza produrre benefici concreti per i territori. “Quando si esagera con i vincoli – prosegue il presidente di Property Managers Italia - si finisce per penalizzare chi lavora correttamente, piccoli proprietari, famiglie e operatori professionali, riducendo l’offerta senza portare benefici concreti alle città”.
I casi di Toscana e Veneto
Property Managers Italia richiama inoltre l’attenzione su altre regioni, come Toscana e Veneto, dove il tema della regolamentazione dell’extralberghiero resta al centro del dibattito. “Ci auguriamo che venga seguito lo stesso principio – aggiunge Fagnoni –. Oggi esistono situazioni difficili da spiegare: una casa può essere affittata per anni con un contratto residenziale, ma non per pochi giorni a un turista. Serve più coerenza”.
“Regolare il settore è giusto – continua il presidente di Property Managers Italia -, ma bisogna distinguere tra qualità dei servizi e burocrazia inutile. Non si può trasformare l’extralberghiero in alberghiero per legge. La regolazione serve – conclude -, ma deve essere equilibrata. Altrimenti si riduce l’offerta senza migliorare davvero il sistema”.