Il commento del direttore
Remo Vangelista
“Abbiamo proposto tre scenari sulla base di tre ipotesi di fine conflitto”, spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di JFC tourism & management e responsabile dell’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno. Il compito più arduo del loro ultimo report, presentato ieri, era costruire delle previsioni sul 2026 per la tassa di soggiorno in Italia, un indicatore che serve potenzialmente per analizzare i trend del turismo incoming e Italia su Italia. Secondo le ipotesi teorizzate da JFC, soltanto con una fine del conflitto entro il 30 aprile si potrebbe mantenere un trend positivo per gli incassi complessivi nazionali della tassa di soggiorno.
“Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran condiziona pesantemente il sistema dei trasporti da diversi punti di vista”, prosegue Feruzzi, “abbiamo quindi preso in considerazione diverse variabili che diventano più o meno incisive tanto più proseguirà il conflitto”.
In primis, la riduzione dei flussi di clientela alto spendente proveniente dai Paesi del Medio Oriente. In secondo luogo, la redistribuzione dei flussi europei potenzialmente sull’Italia, fino alle scelte degli stessi italiani che potrebbero essere costretti a ridurre la spesa per vacanze di primavera e inizio estate, concentrando la spesa nei mesi ‘canonici’, vale a dire luglio ed agosto. Infine, la variabile dei flussi stranieri che in Italia potrebbero portare i valori maggiori nel periodo autunnale, invece del periodo luglio/agosto.
Queste analisi discendono anche, precisa Ferruzzi, da una serie di interviste con tour operator di incoming condotte per un altro report che si apprestano a pubblicare, insieme a un focus sugli Stati Uniti.
I tre scenari teorizzati
La previsione di JFC prende quindi in esame tre diversi scenari, che si basano sulla data di possibile termine del conflitto con il conseguente riavvio dei flussi dall’area mediorientale e il lento ritorno alla normalità, a livello internazionale.
Il primo scenario vede terminare il conflitto entro il mese di aprile: in questo caso la riattivazione di uno stato di tranquillità a livello mondiale, quindi anche in Italia, vedrà un lieve impatto rispetto alle variabili prese in considerazione (clientela alto spendente del Golfo, ridistribuzione dei flussi europei, italiani e flussi stranieri) e, quindi, segnerà in maniera molto lieve gli incassi dell’imposta di soggiorno nell’anno 2026, con indicatori ancora in crescita rispetto all’anno precedente (unico caso sui tre scenari).
Il secondo scenario, ritenuto più realistico da JFC, vede terminare il conflitto durante il periodo estivo (entro giugno o luglio): in questo caso la previsione è di una riduzione dei flussi turistici e degli incassi relativi all’imposta di soggiorno per l’anno 2026, con indicatori comunque ancora sostenibili per le casse comunali.
Il terzo scenario vede proseguire il conflitto anche dopo il termine dell’estate, quindi dopo il mese di settembre: in questo caso, riferisce JFC, si andrebbero ad alimentare ulteriori problematiche legate ai flussi turistici verso l’Italia, come una riduzione significativa della clientela americana e un rallentamento di incoming anche dai Paesi europei. Con questo scenario la riduzione degli incassi relativi all’imposta di soggiorno per l’anno 2026 sarà decisamente più significativa, arrivando a segnare, secondo lo studio JFC, un -8,9% di raccolta nel 2026 rispetto al 2025.