Il commento del direttore
Remo Vangelista
Passano gli anni, le mode e cambiano i gusti. Ma il sogno americano resta intatto e il turismo non ne è da meno, cifre alla mano. Non sarà un caso che per l'esordio degli States nella promozione internazionale (proprio così, 62 milioni di arrivi da tutto il mondo e mai uno spot) l'obiettivo sia subito stato puntato proprio sul sogno americano.
Nel collettivo immaginario degli italiani, un viaggio negli States è una tappa irrinunciabile che seduce e conquista anche i piu reticenti al modello culturale a stelle e strisce. Fa gola ai nostri connazionali che trovano anche un riscatto generazionale, pensando agli avi che per primi si recarono negli States per motivi non propriamente leisure. Piace pure agli altri cugini europei, dai grandi viaggiatori tedeschi agli spumeggianti spagnoli. Passando per i traveller britannici che si prendono comunque bene a valutare lo stato di grazia di quella che, solo 200 anni prima, (un'inezia temporale nella mentalita dei sudditi di sua maesta), era una colonia.
E poi ci sono i tanto decantati nuovi mercati che ormai nuovi non sono più ma che il denaro sonante da spendere lo hanno eccome. E allora Brasile, Cina e anche Sud Corea.
Gli americani lo sanno bene, sanno tutto talmente bene che per la campagna promozionale internazionale non ci hanno pensato su due volte, appunto, adottando tra i claim 'Land of dreams'. Una terra dei sogni dove tutto è ancora possibile, "prego venite a scoprire la terra dove tutto è possibile come non l'avete mai vista". Canta piu o meno cosi Rosanne Cash, figlia della leggenda nazionale Johnny Cash nella canzone scritta ad hoc per la campagna pubblicitaria.
I signori del turismo Usa hanno inoltre messo al bando gli individualismi, creato un marchio di promozione unica che abbraccia tutto il Paese da New York a Los Angeles. Delle diversità culturali, linguistiche o religiose hanno deciso di farne un un vanto riunendo tutti sotto la grande bandiera a stelle e strisce, una lezione che nella piccola, anche solo geograficamente, Italia, si è ben lungi dall'apprendere. Il sogno americano non ha cambiato forma, è sempre lì con le sue ben solide coordinate: esiste una sola taglia, 'giant' for tutto.
Tutto e eccessivo, enorme e fuori misura. Il divertimento si fa sempre con la d maiuscola e gli ospiti internazionali sono trattati come divinità pagane.
Da Brand Usa lo ripetono sorridenti e, sembrano dire, fatevi sotto nuovi avversari che noi siamo sempre il vecchio campione che resiste a crisi, tendenze e quant'altro. Perché che tutto è passeggero, tranne l'egemonia culturale della maiuscola America.