Sconti in bolletta, Fis, Imu e liquiditàLe richieste delle associazioni sul dl Ucraina

Contributo alle imprese per l'acquisto di energia elettrica e di gas, credito d’imposta sull’Imu, misure per la liquidità delle imprese, integrazione salariale. Sono stati questi i punti cardine delle audizioni in Senato svolte ieri dalle organizzazioni di categoria del turismo, che hanno detto la loro sull’efficacia delle misure contenute nel dl Ucraina, chiedendo, tutte, un occhio di maggior riguardo per il comparto.

"Il nostro pensiero – dice il direttore generale di Federalberghi, Alessando Nucara - si rivolge anzitutto alle sofferenze delle persone e alle vittime che purtroppo si sono già registrate, anche tra i civili. La nostra rete si è già attivata, sotto il coordinamento delle prefetture, per collaborare all'accoglienza dei profughi. Ma non nascondiamo le preoccupazioni per le conseguenze che il conflitto comporta per i sistemi economici, a partire dall'incremento del prezzo dell'energia, che sta mettendo a dura prova la tenuta dei conti delle imprese".  

Anche la presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli sottolinea: “Lo stato di insicurezza e instabilità internazionale, che non accenna a diminuire, ci preoccupa anche per i prossimi mesi, che dovevano essere quelli della grande ripartenza del turismo italiano”.

Bollette troppo pesanti
Fra le prime richieste delle associazioni, quella di equiparare le aziende del turismo a quelle cosiddette ‘energivore’. Il credito d'imposta del 12% della spesa sostenuta per comprare energia elettrica e del 20% per il gas, secondo Federturismo, è troppo basso. “Si pensi, solo a titolo esemplificativo, che per gli alberghi si stima un incremento del costo del gas del 200%  e del 140%  dell'energia elettrica;  per i parchi tematici  e acquatici l'aumento stimato è di circa il 600% - dice Lalli -. Ribadiamo quindi la nostra richiesta che i comparti del turismo possano accedere alle stesse misure di sostegno delle imprese energivore e che  quindi il credito di imposta sia alzato al 25%”.

Ma per Federalberghi non è abbastanza. ''La norma del credito d’imposta, seppur apprezzabile, - dice Nucara - determina un beneficio che compensa solo in parte l'aggravio della spesa energetica ed è suscettibile di produrre effetti solo ex post, dopo che le imprese avranno pagato la bolletta maggiorata. Abbiamo proposto di elevare la misura dell'incentivo al 40% e di applicare lo sconto direttamente in bolletta. Inoltre, abbiamo chiesto che gli alberghi e gli stabilimenti termali beneficino delle tutele per le cosiddette imprese energivore''.

Ammortizzatori sociali
Dal prossimo giugno le aziende sopra i 15 dipendenti avranno esaurito le 26 settimane di assegno di integrazione salariale Fis e, non avendo più a disposizione strumenti snelli e semplificati, non potranno continuare a garantire un’occupazione stabile.

Federalberghi ha proposto di aumentare l'intensità della misura, da 8 a 26 settimane, applicandola a tutte le imprese del settore turismo, indipendentemente dalla dimensione, mentre Federturismo ha chiesto l’adozione di alcuni interventi dedicati anche alle aziende con più di 15 dipendenti.

Interventi sull’Imu
Anche il credito d’imposta sull’Imu lascia l’amaro in bocca alle associazioni. Federalberghi ha chiesto di rimodulare la misura. ''Attualmente l'esonero - spiega Nucara - è previsto solo per le imprese che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel secondo trimestre 2021 di almeno il 50% rispetto al corrispondente periodo dell'anno 2019. Al fine di evitare che soggetti interessati da perdite rilevanti si trovino esclusi dal beneficio, Federalberghi ha chiesto di modificare la soglia di accesso, portandola quanto meno al 30%, di consentire che il calcolo tenga conto dei diversi periodi di stagionalità e di riconoscere l'incentivo anche a coloro che non sono riusciti a pagare la seconda rata''.

Federturismo, invece, non è convinto della formulazione del secondo comma dell'art 22 con cui si individuano i destinatari del credito d’imposta. In esso si specifica che l’accesso al credito di imposta è limitato ai soli immobili rientranti nella categoria catastale D/2 presso i quali è gestita la relativa attività ricettiva. “Chiediamo che questo riferimento alla categoria catastale venga eliminato – dice Lalli -, così come va sottolineato che in quell’elenco mancano le strutture destinate alla nautica da diporto, che a pieno titolo rientrano nel settore turistico e avrebbero un importante sollievo dall’accesso alla misura”.

Liquidità e caro fuel
Per quanto riguarda le misure per la liquidità delle imprese, Federalberghi ha richiesto anche una proroga delle moratorie sui finanziamenti in essere e un'estensione delle garanzie sui nuovi finanziamenti oltre il termine attuale del 30 giugno 2022. ''Secondo gli ultimi dati resi disponibili dalla task force per le misure a sostegno della liquidità al 31 dicembre 2021 - dice Nucara - erano ancora attive sospensioni ai sensi dell'articolo 56 del decreto-legge 'Cura Italia' per circa 33 miliardi''.

Federturismo ha invece sottolineato la situazione di particolare difficoltà in cui versa l’intero settore del trasporto passeggeri con autobus a causa dell’aumento esponenziale del prezzo del gasolio, cresciuto da inizio anno del +67%. “Nonostante il decreto tenga ben presente l’impatto della crescente dinamica dei prezzi  prevedendo  uno stanziamento specifico di 500 milioni di euro riteniamo necessario che, nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge, venga chiarito che gli interventi finanziati da tale fondo siano destinati al sostegno – oltre che del comparto del trasporto di merci – anche del trasporto passeggeri con autobus” conclude Lalli.

Ti è piaciuta questa notizia?
Condividi questo articolo
Iscriviti a TTG Report, la nostra Newsletter quotidiana
Più lette
Oggi
Settimana