Centinaio su Venezia: “Rischiamo di diventare un Paese turista-repellente”

È contrario su tutta la linea all’applicazione della tassa di ingresso o sbarco a Venezia. Il ministro Gian Marco Centinaio non ha scrupoli a criticare il nuovo balzello a cui ha dato il via libera la Finanziaria, anche se votata dal suo stesso governo.
“Avanti di questo passo, fra tasse di sbarco (e non c’è solo Venezia, ma anche la Sardegna), tasse di soggiorno, city tax e così via, rischiamo di diventare un Paese turista-repellente” dice il titolare del dicastero in un’intervista a TTG Italia.

“Con l’offerta mondiale che c’è, aggravare il conto con le tasse è davvero controproducente” sottolinea, proseguendo la sua personale battaglia contro le tasse turistiche, battaglia con la quale si era presentato alle elezioni e che rimane una delle sue convinzioni, sebbene, diventato ministro, abbia dovuto accettare ob torto collo le tasse di soggiorno, pena “la rivolta dei sindaci”.

La conclusione di Centinaio sulla questione Venezia e su tutte le imposta turistiche è tranchant: “Io dico a sindaci e assessori: mettete tutte le tasse che volete, ma poi non lamentatevi con il ministro se non arrivano i turisti, perché siete voi che non li volete”.

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