La Costa Smeraldafra workation sostenibilità e vaccinazioni

Si lavora su tre diversi scenari in vista della stagione 2021. La Costa Smeralda, che non nasconde le fatiche del 2020, guarda alla prossima estate con l’attenzione rivolta alla campagna vaccinale, e non solo a quella italiana.

“Il ritorno ai livelli pre Covid ormai è fissato al 2022, e per quest’anno molto dipende da come saremo a fine maggio con al campagna di vaccinazioni – dice il ceo di Smeralda Holding Mario Ferraro in un’intervista a TTG Italia -. Ragioniamo su tre scenari: con un’immunizzazione del 50% della popolazione si avrà una ripresa quasi piena; se si rimarrà fra il 30 e il 50% la ripresa sarà parziale; sotto al 30% saremo esattamente nella stessa situazione di quest’anno”.

Un anno che si è fatto sentire anche sulle robuste e ricche spalle di una delle destinazioni glamour per eccellenza in Italia. “Abbiamo visto il fatturato scendere dai 110 milioni di euro del 2019 a 42 milioni – ammette Ferraro -; malgrado questo abbiamo comunque una chiusura in utile, e siamo fra i pochi ad essere riusciti in questo risultato quest'anno, e alcune delle nostre strutture sono andate meglio che in passato. In particolare la Marina di Porto Cervo, perché il turismo nautico di alto livello ha avuto un vero e proprio boom quest’anno e il Nikki Beach, che si è presentato come una scelta alternativa ai locali notturni”.

Sardegna: una stagione corta
Sul 2020 Ferraro individua una serie di fattori penalizzanti per la destinazione, anche se malgrado le difficoltà Smeralda Holding ha comunque chiuso in utile. “Intanto, si sono scelte destinazioni vicine a casa, cosa che non ha favorito la Sardegna – spiega il manager -. Inoltre, l’isola ha avuto una riapertura ritardata, per diverso tempo si sono tenute restrizioni più severe rispetto al resto d’Italia e si è di fatto comunicata incertezza sulle reali possibilità di far vacanza qui”.

Quindi, il territorio è stato accessibile da fine luglio, ma poi i focolai di Covid hanno spento rapidamente i riflettori sulle vacanze sarde e a fine agosto era già tutto svuotato.

Una nuova offerta
Siccome anche nelle difficoltà ci sono cose che si possono imparare, la Costa Smeralda ha rimodulato l’offerta, con nuove possibilità di soggiorno. In particolare, ha iniziato a offrire pacchetti long stay per la cosiddetta ‘workation’, ossia il concetto di lavorare in un luogo che consenta anche di fare vacanza.

“Sono convinto che questa tendenza, abbinata allo smart working, durerà anche dopo la fine della pandemia. E noi ci siamo attrezzati”.

La sostenibilità
Altro indirizzo sul quale Smeralda Holding sta rivolgendo la sua attenzione è quello della sostenibilità, con un accordo siglato con la Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi per definire un Piano di Sostenibilità finalizzato ad individuare strategie ed iniziative volte a ridurre l’impatto ambientale delle attività del gruppo nei prossimi cinque anni.

“Noi siamo nati già con un’idea di sviluppo sostenibile alle spalle – dice Ferraro -, la destinazione è stata progettata in questo modo e in qualche maniera questo è il segreto del successo della Costa Smeralda. Con Bocconi abbiamo tracciato una strategia di lungo termine per mantenere vive queste caratteristiche che però sono già nel nostro Dna”.

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