Pasqua senza incoming
‘Regole troppo difficili’

di Francesco Zucco
05/04/2022
08:35
 

Partita troppo tardi. E con regole che i suoi stessi cittadini hanno faticato a capire. Anche se adesso l’Italia sta alleggerendo il carico delle restrizioni anti Covid, i suoi competitor ormai si sono fatti avanti da tempo e hanno guadagnato terreno. Per la Pasqua, l’Italia è rimasta decisamente indietro. E ora è troppo tardi per recuperare. Così la Penisola, ad esempio, resta fuori dalla mappa delle mete più gettonate di Tui.

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Insomma, nello scenario europeo siamo stati i primi a chiudere e gli ultimi ad aprire. A rimarcarlo ancora una volta è un articolo del sito di informazione trade spagnolo preferente.com, che mette in luce come l’Italia, oggi, sia vista dall’estero.

“Norme difficili da capire”
L’articolo mette in evidenza un dato da non sottovalutare: “L’Italia - si legge - ha un regolamento che non può essere paragonato a quello di nessun altro Paese. È un labirinto di regole, complesso e difficile da capire per uno spagnolo”. Il riferimento, si precisa più avanti, è ad esempio ai diversi tipi di green pass, il base e il super.

Nella parte successiva, il testo cerca di far chiarezza su come le norme siano cambiate dal primo aprile. Ma anche per gli stessi italiani non è facile comprendere quando e come sia necessario il green pass e di quale tipo.

E tutto questo mentre i competitor hanno già da tempo allentato la morsa delle restrizioni. Conquistandosi un netto vantaggio nei confronti dell’Italia.

Gli avvertimenti del comparto
Già nelle scorse settimane, del resto, il tema era stato portato alla ribalta dagli addetti ai lavori. “Semplificare le regole, togliere stratificazioni normative e disposizioni astruse o persino contraddittorie tra loro - aveva affermato Franco Gattinoni, presidente di Fto - significa soprattutto rendere il prodotto turistico Italia di nuovo pienamente appetibile per chi viene dall'estero e per gli stessi nostri concittadini”.

E anche Pier Ezhaya, presidente Astoi, già a inizio anno sottolineava la necessità di “allinearci a tutti i Paesi europei che mai in questi due anni hanno adottato un simile approccio”. E le notizie che arrivano dall’estero sulla perenzione dell’Italia da parte dei viaggiatori stranieri confermano gli effetti delle scelte degli scorsi mesi.


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