Agenzie fondamentali
La risorsa di Venezia

di Chiara Paolillo
17/05/2012
09:00
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Il giro d'Italia in agenzia di TTG fa tappa a Venezia, una città diversa da tutte le altre, una città sempre meno a misura di agente di viaggi. Al ‘fuggi fuggi’ degli abitanti, sostituiti a poco a poco dai turisti, ha fatto seguito anche quello dei dettaglianti, che preferiscono l’hinterland per avere qualche speranza di business, soprattutto sul fronte outgoing. I pochi agenti che resistono in città provano a giocare, invece, la carta dell’incoming.

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E se di incoming si parla, “in una realtà come quella veneziana è indispensabile affidarsi agli agenti di viaggi” dice senza mezzi termini Giorgia Tatania, responsabile dell’ufficio di Venezia dell’agenzia Acampora. In una città che ha a che fare con il problema delle alte e basse maree e in cui i trasporti sono sui generis, “per gli operatori esteri è necessario fare affidamento a chi conosce il territorio e sa come muoversi”.
Nonostante questo, la tendenza è quella della disintermediazione. “È ormai sistematico per operatori e non solo, scavalcare gli agenti e contattare direttamente il consumer” sostiene Franco Manni, titolare dell’agenzia Park View, che ha diviso equamente il suo business tra incoming e outgoing.

Chi invece si dedica, da sempre, solo all’inbound è Izabella Vegh, titolare dell’agenzia Galeon, che vanta una presenza quarantennale sul territorio della città. “Uno dei problemi principali di chi fa incoming a Venezia sono le strutture alberghiere: i prezzi sono alti e si trovano tariffe migliori sui sistemi di booking online. Per questo anch’io prenoto sul web e non più direttamente dall’hotel”. Dello stesso avviso Giorgia Tatania: “Gli albergatori fanno il tempo che trovano. Vedono il bel tempo e alzano le tariffe”. E sull’argomento interviene anche Franco Manni: “La città è un albergo diffuso, con la conseguente forte speculazione del comparto ricettivo”.

E se non agita gli animi la questione della tassa di soggiorno, un altro problema grava su chi opera nell’incoming: “Si tratta della tassa applicata ai gruppi per entrare nella Ztl - spiega Izabella Vegh -. È una spesa di circa 350-400 euro per pullman. Questa tassa punisce i gruppi: il risultato sarà che diminuiranno”. Silvio Fregonese, titolare della Carla travel Office, mette in luce, invece, una problematica riguardante i servizi a terra: “Gli operatori che li gestiscono sono pochi - spiega -, con la conseguente mancanza di concorrenza di mercato”.

Buon impulso al lavoro degli agenti deriva, invece, dall’espansione dell’attività del Marco Polo: “Abbiamo molte più rotte: questo facilita il nostro lavoro” dichiara Elena Burgatta, responsabile della filiale veneziana di Cts. E le fa eco Veronica Fragumino, titolare della Cisalpina: “Grazie a nuove rotte e compagnie low cost, ora abbiamo molta più flessibilità nell’organizzare il viaggio”.

LA TAPPA DI VENEZIA DEL GIRO D'ITALIA SUL GIORNALE IN DISTRIBUZIONE E ONLINE

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