Il turismo cresce ancora
ma l’Europa è a rischio

08/11/2019
08:30
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Non saranno anni facili quelli del prossimo quinquennio per il settore dei viaggi. Lo certifica Euromonitor, che ha presentato nei giorni scorsi al Wtm di Londra il suo studio ‘Megatrends Shaping the Future of Travel’, nel quale effettua un’analisi sull’andamento delle principali macroaree del mondo fino al 2024.

Un andamento che mostra ancora segnali di crescita: l’industria dei viaggi dovrebbe continuare a crescere globalmente del +3,3% su base annua fino a raggiungere i 3 miliardi di miliardi di dollari entro il 2024, con gli arrivi internazionali a 1,8 miliardi. Il dato più significativo è però quello relativo al turismo interno ai singoli Paesi, che dovrebbe raggiungere i 19 miliardi di arrivi, con una crescita anno su anno dell’8%.

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Un dato particolarmente significativo se si analizza la situazione politica ed economica delle diverse macroaree: l’aumento del turismo interno è chiaramente spinto dalle situazioni di crisi che portano a rimanere all’interno dei propri confini.

L’Europa
Il Vecchio Continente, in particolare, è protagonista di una performance di decisa contrazione, stretto fra le minacce di recessione (e la crisi economica in Germania è una delle prime cause di questo sentiment negativo), i rischi provenienti dalla Brexit, le proteste dei gilet gialli in Francia, il rischio di calo del Pil in Italia e infine il cosiddetto ‘effetto Greta’, che condiziona nella scelta dei mezzi di trasporto e quindi anche nella scelta delle destinazioni. Secondo le previsioni una recessione dell'Eurozona si farebbe sentire più acutamente in Paesi come l'Italia e la Francia che potrebbero subire un potenziale declassamento della domanda di oltre 5 milioni di arrivi.

Le Americhe
Peggio dell’Europa rischiano di fare gli Stati Uniti: le politiche di Trump che prospettano ulteriori dazi, rialzi sulle tariffe e politiche di immigrazione più rigorose potrebbero far calare la domanda di turismo del 9,6%  entro il 2024. L’America Latina, invece, vive di contrasti: in forte sviluppo è il turismo online, in particolare quello veicolato attraverso i social media. Nello stesso tempo, però, i dati del 2019 mostrano un calo, seppure non fortissimo (0,8%), del turismo outgoing dall’area, segnata dall’instabilità economica e politica di numerosi Paesi.

Asia
Non è del tutto salva dal calo economico generale neppure l’area asiatica, sebbene i dati siano in assoluto i più positivi del globo. Le previsioni parlano di un incremento del 6,4% di incassi da turismo fra il 2019 e il 2024, con oltre 500 milioni di arrivi entro il prossimo quinquennio. Ma i disordini di Hong Kong possono creare problemi all’incoming e la guerra commerciale fra Usa e Cina si teme influisca negativamente sui flussi outgoing.

Medio Oriente e Africa
La crescita è appannaggio anche di quest’area: malgrado le guerre in Siria e Yemen, la macroregione fa segnare un +5,6% entro il 2024. A fare la differenza la ripresa dell’Egitto e i forti investimenti lanciati dall’Arabia Saudita sull’area del Mar Rosso.

In Africa, invece, cresce rapidamente il turismo infraregionale, ma aumentano anche i flussi inbound grazie a nuove strategie di sistema.

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