Le 10 start up
del turismo
da tenere d’occhio

di Francesco Zucco
15/05/2015
09:00
 

Invisibili o meno, le start up che operano nel settore del turismo (in maniera diretta o indiretta) non sono certamente poche. Alcune sono particolarmente innovative, altre danno risposte nuove a domande ‘antiche’ di aziende e viaggiatori. Ma tutte hanno qualcosa in comune: l’orientamento sul web.

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Ecco allora una lista di dieci start up da tenere d’occhio. Tra new entry e aziende che si stanno facendo largo sul mercato. Alcune di loro hanno già fatto drizzare le antenne degli investitori e sono già state oggetto di acquisto da parte di realtà consolidate del settore turistico.

Un elenco da scorrere con attenzione: tra di loro si potrebbe annidare il prossimo Airbnb o il futuro Uber.

Le destinazioni viste con gli occhi degli autoctoni
Uscire dai tracciati delle guide turistiche è uno dei desideri che da sempre animano i viaggiatori più incalliti. Una risposta arriva da Zestrip, progetto italiano che mira a far conoscere le destinazioni facendosi consigliare dagli abitanti del luogo.

Oltre il car sharing: condividere il bus
Se si può dividere il costo di un viaggio prendendo una sola auto, perché non si può fare la stessa cosa con un pullman?  Potrebbe essere questa la domanda che ha portato alla creazione di Gogobus la prima piattaforma di bus sharing. Con un sistema di prezzo che ricalca il modello delle compagnie aeree: più si è, meno si paga.

Ottimizzare i costi di spostamento
Altro progetto tutto tricolore è Waynaut, che ha già conquistato l’attenzione di Forbes. Il sistema consente di pianificare il proprio viaggio e i propri spostamenti ‘catturando’ le occasioni di risparmio.

La sfida italiana a Airbnb
Si propone di confrontarsi nientemeno che con uno dei colossi dell’affitto camere Yonderbound, altro progetto 100 per cento made in Italy. Una piattaforma di turismo esperienzale con una vocazione per lo storytelling.

Creata e venduta
Ha bisogno di poche presentazioni Mapp2app, la start up venduta a Bravofly. L’applicazione consente di creare progetti mobile di promozione del territorio. E non ha mancato di accendere l’interesse di uno dei player storici del turismo online.

Come Groupon, ma in Italia
Altra sfida di livello per Advisato. L’azienda si contrappone nientemeno che ha Groupon, ma è un’idea completamente italiana. Nell’offerta, anche i viaggi.

Se l’itinerario lo suggeriscono i social network
Il mondo social è sempre più importante per la scelta di itinerari e destinazioni. E allora, perché non raccogliere i consigli della nuvola sociale in una sola app? Ci ha pensato Yamgu, che offre suggerimenti catturandoli direttamente da Facebook, Twitter & co.

Il lusso lo metto all’asta
Soggiorni a sette stelle da aggiudicarsi all’asta, magari a un prezzo accessibile. L’offerta arriva da BidToTrip, che ad aprile aveva lanciato una campagna per trovare nuovi investitori.

Un’idea da 5 milioni di euro
Ha raccolgo la ragguardevole cifra di 5 milioni di euro Musement, il servizio che consente di prenotare esperienze turistiche in tutto il mondo. E che ora, dall’Italia, punta all’espansione sui mercati esteri.

Il bancomat, ma senza ‘macchinetta’
Non si rivolge direttamente al mercato turistico, ma potrebbe interessare anche al settore ‘Solo’, la start up che offre un servizio di Pos senza ‘macchinetta’ o dispositivi. Il software consente di ricevere pagamenti via carta di credito o di debito con un computer, uno smartphone o un tablet.


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