Viola Vacanze a fine corsa:
si arrende un altro t.o.

23/01/2020
11:08
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Un altro tour operator abbandona la scena del mercato italiano. In questo caso si tratta di Viola, operatore di Latina che, sotto la guida di Giulio Scognamiglio (nella foto), aveva scelto la strada dlla sartorialità anche su un prodotto difficile come quello del Mare Italia.
La lettera inviata al trade apre la discussione su un settore che lascia sempre meno spazio alle piccole realtà.

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La lettera al trade
Nella nota diffusa dall’amministratore unico, Giulio Scognamiglio, si legge che "L’esperienza di Viola Vacanze è giunta al termine. Senza nessun ferito e nel pieno rispetto dei nostri clienti ai quali abbiamo sempre dedicato tutte le attenzioni possibili. Con l'etica di chi è consapevole che non vende posti letto, ma che si occupa del tempo libero degli altri e dei loro sogni, delle loro pulsioni. Quindi i momenti, quelli belli, da condividere al mare o in un luogo lontano, cercando di dimenticare una vita fatta di frenesia e del correre a volte senza sapere perché”.

Piccoli e attenti
“Le nostre residenze – prosegue la nota -, i nostri hotel profilati nei servizi, i nostri villaggi club dove la correttezza dell’erogazione dei servizi erano il nostro pensiero quotidiano. Abbiamo anche commesso errori, sia chiaro, ma sempre con la passione del nostro lavoro e con il rispetto dei ruoli, cercando di collocare Viola in una zona dove essere sartoriali anche su un prodotto standard come il mare Italia. Era una giusta logica. Essere piccoli e attenti. Fare numeri 'umani' verificando la marginalità del prodotto, vera e unica cartina tornasole di un'attività commerciale e di servizi. Il mondo intero è andato, forse troppo velocemente, verso una direzione diversa che ha reso inevitabile, il confronto con indicatori spesso complessi. Il completo abbattimento del margine di guadagno, o almeno la rinuncia parziale a esso per poter vendere di più. Perché si vende solo se i bambini gratuiti son due e non più uno, se la gratuità è fino ai 18 anni e non 14 e via dicendo, facendo si che le piccole attenzioni di un prodotto di qualità, sempre con la sensibilità ai prezzi molto competitivi, venissero spazzate dal solo ed esclusivo orientamento al prezzo, al netto di quelle aziende che hanno fatto investimenti sui loro brand, e alle quali vanno i miei sinceri complimenti, e che, probabilmente, riescono a non depauperare troppo le loro marginalità”.

Lo sfogo di Scognamiglio
“E allora  - si lamenta Scognamiglio - di camere non ne servono più mille ma cinquemila, di partenze garantite non più 10 ma 50… Insomma aumentare le acquisizioni di magazzino stretti tra un mercato che chiede prezzi sempre più bassi, albergatori che chiedono cifre determinate dagli innegabili costi di gestione, e costi aziendali interni nel pieno rispetto dei nostri collaboratori che (e non avevamo dubbi),  hanno da subito una nuova collocazione professionale. Ed era la nostra priorità, perché i nomi delle persone che ci hanno accompagnato in questa avventura, con i loro limiti, difetti e discussioni reciproche, hanno fatto parte della nostra quotidianità e quindi, innegabilmente, della nostra vita. Non vogliamo fare riferimento ad azioni e scorrettezze che hanno minato e parzialmente compromesso l’equilibrio di Viola Vacanze perché per quello abbiamo attivato le giuste procedure giuridiche, anche se per noi inusuali. Ma più di tutti esiste la nostra responsabilità, unitamente alla voglia di cambiare pagina, di occuparci di altro in forme nuove e in modalità più 'aperta'. Viola si è semplicemente esaurita. Ha vissuto di un grande rispetto e di un percepito a volte commovente, ma si è esaurita e abbiamo deciso di lasciarla andare”.

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