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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter

6 cose turistiche che - dopo il coronavirus - non faremo più

22/04/2020
12:57
 

Quello che ci aspetta è un mondo diverso rispetto a quello che abbiamo conosciuto fino a due mesi fa. Anche sul lavoro. Ecco 6 cose che prima facevano parte della nostra routine e che la Fase 2 spazzerà via per sempre. Senza rimpianti per molti, compreso chi scrive.

Timbrare il cartellino dalle 9 alle 18
Il classico orario di lavoro non avrà più senso, sia perché non entreremo più tutti alle 9 né usciremo tutti alle 18 (o alle 20, da Roma in giù). Ma anche il timbrare il cartellino non avrà più senso, perché finirà una volta per tutte l’ostracismo verso il lavoro da casa. Ora celebrato come “smart-working”, ma osteggiato da sempre dalle aziende italiane e limitato alle mamme con figli piccoli, agli sfigati dei call-center e a chi volevi far fuori, ma non subito. Voglio proprio vedere quei begli open-space del booking di un t.o. o di una Bto, con decine di postazioni e il collega a portata di starnuto...

Le riunioni inutili
Ci voleva la piaga epocale del Covid-19 per eliminare un male atavico delle imprese italiane, la “riunione coatta”, quella convocata dal ceo due ore prima (alle 18 del venerdì, per vedere chi c’è) o il “comitato di direzione” di tutti i lunedì alle 11.00 (con segretaria scosciata che porta il caffè). L’impossibilità di mettere intorno a un tavolo presidenziale più di 5 persone (rispetto alle 15 di prima) farà in modo che le riunioni inutili: a) non si facciano proprio b) si tengano su Zoom o Skype, almeno ognuno si fa i fatti propri, a telecamera e microfono spento.

“Passo a trovarti!”
Questa è una delle frasi più temute dai titolari di agenzie di viaggi, che - magari alle prese con un gruppo da chiudere o la contabilità da rimettere in ordine - si sentono rivolgere dal commerciale di un t.o. che non vendono o di un fornitore che hanno già rimbalzato più volte. Visite che implicano le immancabili quattro chiacchiere, che si arriva al punto dopo mezz’ora, che alla fine “Dai, andiamoci a prendere un caffè!”. Inutili quanto le riunioni, evitabili con un bel cartello sulla porta dell’agenzia: “Visite senza appuntamento solo se provvisti di mascherina, guanti e app Immuni con indice di non contagiosità pari a 100”.

Le convention più siamo meglio stiamo
Altra abitudine che sparirà dalle nostre agende, almeno per un po’. Non perché le convention non siano utili, non perché non portino risultati, non perché una convention ben riuscita non sia un fiore all’occhiello per chi la organizza. Ma perché le regole del distanziamento sociale saranno talmente ferree che portare 50 persone dove prima ne portavi 300 non avrà senso... Meglio, allora, un bel roadshow, in location convenienti e per pochi intimi, quelli che alla fine veramente contano.

Le agenzie indipendenti
Sono di parte, e lo ammetto: mi occupo di network da 20 anni (prima dell’11 settembre, tanto per citare un’altra data fausta), ne ho fondato uno io stesso e quindi sono sempre stato favorevole all’integrazione delle agenzie in una rete. Non è un caso che, due mesi fa, le agenzie non appartenenti a una delle 6 macro-aggregazioni fossero un migliaio, o poco più. Ma, con un mercato dimezzato nel 2020 e forse al 60/70% nel 2021 (rispetto al 2019), non vedo perché un’agenzia debba ancora perdere tempo a fare la contabilità, a pagare 100 fornitori, a farsi stressare dai commerciali di cui al punto precedente, anziché sbolognare queste robe a un network (dopo aver rinunciato alla licenza, dimissionato il direttore tecnico e cancellato fidejussioni varie) e dedicarsi all’unica cosa che conti, prima e dopo Covid-19: vendere.

Premi, bonus e incentivi per le agenzie
L’ha detto Roberto Pagliara in conferenza stampa (virtuale, ovviamente): “Il pricing? Tutto dipenderà dalla domanda”. Tradotto: il presidente di Nicolaus Tour sa quanto sia difficile anticipare le aspettative e le esigenze delle migliaia di clienti che prenoteranno i villaggi Valtur e Nicolaus, appena le agenzie potranno riaccoglierli. In questa assurda estate 2020 i prezzi li farà il cliente ma, peggio ancora, sui costi incideranno colazioni in camera e distanziamento sociale, suite da 5 persone vendute a una coppia e ombrelloni a distanza di sicurezza. Potranno quindi essere premi, bonus e incentivi - erogati da tour operator e affini - a orientare le vendite? Difficile. Meglio un bel libro in omaggio: “Pulizia, disinfezione e sanificazione: tutto quello che avresti sempre desiderato sapere e non hai mai osato chiedere”. In 1000 copie, per agenzia, al posto degli zainetti sponsorizzati.


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