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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter

Dove e come si volerà questa estate? In pochi posti, e male

29/01/2021
12:54
 

Allora, dove andremo in vacanza questa estate? In Italia, certo, isole comprese. In Grecia e Spagna? Probabile. In Tunisia ed Egitto? Difficile. Nei Paesi del Nord Europa? Un terno al lotto. In America e lungo raggio? “Seee, ciao core” dicono a Roma: tradotto, se ne riparla a fine anno, se va bene.

Dovremo quindi prendere l’aereo (noi e i clienti delle nostre agenzie) per andare in Sicilia e in Sardegna, nelle isole del Mediterraneo e - se ci dice bene - a Sharm, a Djerba e a Parigi. Dovremo quindi volare Alitalia (vale il “ciao core” di cui sopra), con le low cost e con le legacy, salvate queste dai cospicui, molto cospicui, aiuti di Stato. Qualche idea, del tutto soggettiva, di come ciò avverrà.

1. Nessuno vorrà perdere soldi su tratte non profittevoli: neanche Ryanair (che di riserve ne ha sempre avute) sarà disposta a scommettere su aeroporti di terza fascia, quelli dove quando O’ Leary atterra c’è la banda del paese, col sindaco in fascia tricolore, ad attenderlo. Si andrà in meno aeroporti di prima, e ci si stringerà un po’ sui voli (distanziamento sociale permettendo).

2. Ci saranno più cancellazioni e più accorpamenti di voli: bei tempi quando si andava direttamente a Rodi, Creta o Santorini, in volo dall’aeroporto sotto casa, in due ore nell’isola preferita. Ora si comprerà un diretto su Creta e ci si ritroverà a scalare su Rodi, all’andata, e magari pure al ritorno. E la tratta pagata 99 euro con tre mesi di anticipo verrà cancellata tre settimane prima della partenza, con riprotezione una settimana dopo la fine del soggiorno, già prenotato in hotel (ovviamente). Sarà lo yield a fare da padrone, più del solito.

3. Tra spendere di meno e spendere di più, la seconda che ho detto: non ho competenze di pricing, ma so che l’offerta rincorre la domanda, quindi meno gente che viaggia = meno voli = meno disponibilità di posti = meno sconti e promozioni. Si pagherà il giusto, per andare a Maiorca o a Olbia, e anche un po’ di più, in alta stagione; ma il mitico 49,99€ per tratta mi pare improbabile. Spero di sbagliarmi.

4. L’esperienza di viaggio non sarà la stessa di prima: bei tempi quando si arrivava in aeroporto un paio d’ore prima, per volare in Unione Europea, o addirittura un’ora prima, per andare in Sicilia. Con le modalità di sicurezza introdotte (peraltro in perenne evoluzione) saremo costretti a muoverci tra percorsi segnati e distanziamenti, pareti in plexiglas e addetti vestiti come astronauti. Per prendere un caffè dovremo toglierci la mascherina, per fare la fila al Gate A 12 partiremo dal Gate 2, imbarco e sbarco dureranno quanto le consultazioni elettorali. Insomma, in aeroporto non sarà una festa.

5. Viaggiare da e per la Gran Bretagna post Brexit: non lo so, rinuncio. Si accettano suggerimenti. Grazie.


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