Il commento del direttore
Remo Vangelista
Il safari africano è un viaggio di conoscenza per Kel 12, che privilegia la profondità dell’esperienza e costruisce una lettura coerente del territorio, “selezionando strutture con una forte identità e qualità del servizio, guide di elevata competenza e partner locali”. Sonia Di Gregorio, chief marketing officer Kel 12, registra una crescente domanda di itinerari costruiti sulla cura dell’esperienza più che sulla quantità delle tappe. “I viaggiatori cercano ritmi meno serrati, gruppi contenuti, guide di alto livello e la possibilità di entrare maggiormente in relazione con gli ambienti attraversati”.
Escursioni a piedi, uscite in barca e approfondimenti con ricercatori e ranger arricchiscono il safari in Namibia, Botswana e Tanzania, destinazioni di riferimento accanto alle meno affollate Zambia, Zimbabwe e Malawi.
Centrale la riservatezza di lodge e campi con poche camere o tende, ben inseriti nel territorio tramite progetti di conservazione o di coinvolgimento delle comunità locali.
Nel segmento alto di gamma “sta emergendo una concezione del viaggio sempre più esperienziale, legata alla qualità dell’accesso e dei contenuti” specifica Chiara Rizzi, product manager Africa Australe. Al centro delle richieste le navigazioni, i safari in canoa e le attività lungo i grandi sistemi fluviali dell’Africa australe per approfondire il Delta dell’Okavango e il Lower Zambezi.