Il commento del direttore
Remo Vangelista
Caro carburanti e inflazione minacciano di frenare i viaggi degli italiani. Da una parte pesa l’aumento dei prezzi sui redditi e dall’altra pesa l’aumento dei costi di trasporto. Questa la sintesi sull’orizzonte incerto tracciato in uno studio Cst per Assoturismo-Confesercenti e ripreso da AdnKronos. Quasi 6 operatori su 10 prevedono una flessione della domanda oppure una stabilità, sul periodo dal 1° novembre al ponte dell’Immacolata fino ad arrivare a Natale.
“C'è tanta incertezza ed è inevitabile che con gli aumenti dei prezzi della benzina gli spostamenti per motivi di svago si riducano. Molte famiglie che si preparavano ad andare in macchina in località italiane per le festività di Ognissanti stanno rinunciando e vedremo a Natale cosa accadrà anche per i viaggi più lunghi. Comunque si prospetta un Natale sottotono” sostiene su AdnKronos Vittorio Messina, presidente Assoturismo.
“Siamo preoccupati perché al momento si registra una generale flessione delle prenotazioni, risultano lente - afferma Messina - Abbiamo danni diretti dovuti al caro carburante in un Paese dove, soprattutto in alcune zone, isole e Sud, si viaggia essenzialmente su gomma e la gente viaggia di meno. Ma non solo, abbiamo danni indiretti dovuti anche agli alti costi di gestione. Gli albergatori, ad esempio, vedono una marginalità assai ridotta dovuta ai costi energetici”.
Le previsioni per il turismo organizzato
Sul fronte del turismo organizzato si guarda al 2027. “C’è un rallentamento ma il mercato non è totalmente fermo - sostiene Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi, interpellato dall’Adnkronos - Il segmento del turismo organizzato, ovvero i pacchetti vacanza prenotati nelle agenzie di viaggio che comprendono voli, soggiorno, trasporti anche via terra, ci fa sperare bene per il prossimo inverno e speriamo che la flessione attuale, tra il – 5 e il – 10%, rimanga tale. Sul Natale ci sono già delle prenotazioni fuori dall'Italia e in Italia, auspichiamo che rimangano integre come lo scorso anno. Ma solo a fine ottobre avremo una fotografia molto più chiara a fine ottobre sull’andamento delle prenotazioni per i 6 mesi successivi. In genere ai viaggi organizzati si rivolgono gruppi soprattutto alla ricerca di mete culturali, è un segmento in forte crescita”.
Per le agenzie di viaggio, la maggiore criticità riguarda il trasporto aereo. “Possiamo dire che adesso si sta giocando una partita da attenzionare fortemente, perché se le compagnie aeree durante l'estate e nella primavera hanno assorbito parte di questi rincari, - continua Rebecchi - adesso potrebbero cominciare a trasferirli sulle tariffe, ma l'effetto sui biglietti dipenderà comunque dalla concorrenza”.
C’è cauto ottimismo riguardo i viaggi all’estero. “Alcune classiche destinazioni invernali – precisa Rebecchi - sono prenotate già oggi, mi riferisco a quelle classiche che toccano l'Oceano Indiano, da Zanzibar al Kenya, dall'Africa dei safari alle vacanze balneari e alle crociere che continuano ad avere un'ottima richiesta perché si sta cercando di mantenere un buon rapporto qualità-prezzo”.