La Compagnie:
“Saliamo a 4 aerei,
focus su Milano”

“La domanda per il trasporto aereo rimane forte e lo è ancora di più per il nostro tipo di prodotto, destinato a diventare sempre più richiesto”, ne è convinto Christian Vernet, ceo di La Compagnie, il vettore francese solo business class che dal 2022 collega New York con Milano, Nizza e Parigi. In procinto di annunciare qualche novità dall’autunno, il ceo ha fatto tappa a Milano per un incontro con la stampa per confermare l’arrivo di due nuovi aeromobili, che, quindi, raddoppieranno la flotta: il primo in consegna a febbraio 2027 e il secondo nel 2028.

Entrambi due A321neo, di cui il secondo in versione xlr, che potenzialmente può quindi servire tratte più lunghe. La decisione, spiega Vernet, è stata quella di abbassare la configurazione da 76 a 68 posti per rendere le postazioni ancora più confortevoli, “l’investimento è stato anche sulla tecnologia di bordo, che sarà davvero all’avanguardia, con schermi ancora più grandi”.

“L’idea è quella di potenziare la capacità su Milano, arrivando a frequenze giornaliere – prosegue il ceo de La Compagnie – perché siamo molto contenti della performance di questa rotta, che ha un load factor tra il 70 e l’80%”. Popolare in particolare tra gli americani che viaggiano verso l’Italia, “con il New York-Milano abbiamo raggiunto una quota di mercato del 18%, che è un ottimo risultato in soli quattro anni per una piccola compagnia. Ma pensiamo di poter fare decisamente di più”.

Le leve di differenziazione

Tra i fattori particolarmente apprezzati de La Compagnie il ceo cita, oltre al servizio business, le lounge e il wi-fi gate to gate, e anche la capacità di rendere l’imbarco e l’intero percorso particolarmente fluidi e veloci, grazie al fast track e alla scelta di aeroporti di dimensioni più contenute (Malpensa a parte, il vettore vola su Newark e Paris Orly oltre a Nizza).

“La sensazione è quella di un jet privato, dove non si deve attendere l’imbarco di altre 300 persone, come accade per le compagnie tradizionali. Il nostro imbarco avviene davvero in pochi minuti”. Un modello che viene apprezzato al “75% da viaggiatori leisure e 25% di clienti business, anche se è sempre più difficile distinguerli data l’abitudine del viaggio ‘bleisure’, ormai consolidata”.

Il fattore prezzo

Vernet non esita a parlare di successo anche grazie al prezzo “siamo in grado di offrire un prodotto a un prezzo di circa 25-30% inferiore rispetto alle compagnie tradizionali. Tanto che abbiamo scardinato l’idea che servano migliaia di euro per un volo transatlantico in classe business: il nostro entry price si aggira sui 2.500 euro”. Il maggiore concorrente de La Compagnie, prosegue il ceo “non sono tanto i vettori tradizionali di per sé ma le carte fedeltà per accumulare miglia, che obbligano a volare con gli stessi vettori. La nostra sfida, quindi, è conquistare il cliente la prima volta perché chi prova il nostro servizio, torna sempre”.

“Per essere economicamente profittevoli dobbiamo scegliere le rotte giuste, coppie di città dove il traffico business è forte e richiesto”, prosegue parlando di espansione, “dalla nostra abbiamo il fatto di essere un’azienda agile, dove le decisioni, anche se complesse, possono essere prese subito e applicate in tempi ristretti”

I prossimi passi

Nell’attesa di annunciare quali rotte o maggiori frequenze saranno servite dai due nuove aeromobili, per il mercato italiano è stato aperto da poche settimane un call center con operatori madrelingua e “siamo felici di concludere i lavori di restyling della nostra lounge di proprietà a Newark per ottobre”, afferma Vernet (a Malpensa i clienti de La Compagnie accedono, invece, alla lounge Montale).

Il passaparola è una potente leva di marketing per La Compagnie, così come la sensazione di “club privato dei cieli” che il vettore vuole promuovere, conclude il ceo “è qualcosa che non spingiamo a forza, ma si crea naturalmente. I frequent flyers si incontrano spesso a bordo e si conoscono, lo vedo personalmente quando viaggio, mentre lo staff, che è di numero ristretto, impara a conoscere i clienti per nome così come le loro abitudini in volo”.

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