Regno Unito, Visit Britain rivede le previsioni per l’incoming

A fronte dell’incertezza internazionale, il Regno Unito rivede le stime per l’incoming. Secondo Visit Britain, l’economia globale si attesterà al 2,7% nel 2026, leggermente al di sotto del 2,9% stimato per il 2025, con performance differenziate a seconda delle aree: +2,5% negli Stati Uniti e +1,1% nell’Unione Europea. A incidere sulle performance variabili come il prezzo del petrolio, le condizioni commerciali e le tensioni geopolitiche, tra cui la Guerra del Golfo.

In questo contesto, anche il previsto deprezzamento della sterlina – stimato intorno al 3% – potrebbe sostenere la competitività della destinazione. Perciò per il 2026, VisitBritain prevede una crescita del turismo inbound del 4%, accompagnata da un incremento più sostenuto della spesa, pari al 7%.

A fare da traino, riporta TravelMole, dovrebbero essere i mercati a lungo raggio, attesi in recupero dopo un 2025 debole (-1% nei voli long haul). La ripresa sarà favorita sia da prospettive economiche più favorevoli rispetto all’Europa sia da un effetto rimbalzo dopo la stagnazione dell’anno precedente.

Nonostante le previsioni positive, i dati più recenti evidenziano, tuttavia, un rallentamento. Il report sullo stato del turismo di marzo 2026 segnala un calo delle intenzioni di viaggio, mentre i flussi aerei in entrata risultano inferiori rispetto allo stesso periodo del 2025.

Anche sul fronte delle prenotazioni a breve termine emergono dinamiche altalenanti: +4% a gennaio, -3% a febbraio e un andamento sostanzialmente stabile tra marzo e aprile, influenzato anche dalla diversa calendarizzazione della Pasqua.

Sul mercato domestico, la domanda per viaggi con pernottamento resta debole, sebbene si registri un miglioramento delle intenzioni di viaggio per le festività pasquali.

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