Covid e viaggi dalla CinaL’Ue: “No alle restrizioni”

Il Covid fa di nuovo paura. La nuova esplosione dei contagi in Cina ha fatto scattare gli allarmi in tutto il mondo per il rischio di un aumento dei casi e soprattutto per le nuove varianti che potrebbero non essere coperte dai vaccini che ci stanno proteggendo in questi mesi.

In Italia è arrivato ieri l’obbligo di tampone per i voli in arrivo dalla Cina fino al 31 gennaio e oggi Enac ha chiesto la collaborazione delle compagnie aeree per tracciare anche i viaggiatori che arrivano in Italia dalla Cina effettuando scali intermedi.

A ruota sono arrivati gli Usa, che dal 5 gennaio chiederanno il tampone obbligatorio pre partenza a tutti coloro che arrivano nel Paese con voli da Cina, Hong Kong e Macao. Giappone e Taiwan hanno annunciato l’introduzione di test anti Covid all’arrivo per chi proviene dal Paese del Dragone: nel primo caso si inizierà già oggi, 30 dicembre; nel secondo dal 1° gennaio. Anche l’India è in allarme: il Governo ha annunciato che nelle prossime ore inizierà a effettuare dei test a campione sui voli internazionali.

La Ue invece tergiversa. Ieri è stato riunito il Comitato per la sicurezza sanitaria, che si è chiuso con un nulla di fatto. Mentre Italia e Spagna hanno chiesto un coordinamento europeo sulle misure da adottare, e la Francia sta predisponendo un dispositivo di verifica dei test Covid sui passeggeri in arrivo dalla Cina per tenersi pronti, altri Paesi sono stati più tiepidi.

Primo fra tutti la Germania, che ha sottolineato come l'attuale ondata di contagi da Coronavirus in Cina non costituisca un motivo sufficiente ad imporre nuove restrizioni in ingresso.

E l’Agenzia Ue per le malattie, Ecdc, ha addirittura dichiarato che lo screening dei viaggiatori dalla Cina è "ingiustificato".  I Paesi dell'Ue, ha dichiarato Ecdc in un comunicato, "hanno livelli relativamente alti di immunizzazione e vaccinazione" e "le varianti che circolano in Cina sono già in circolazione nell'Ue”.

Lo stato dell’arte in Italia
Per ora, sui voli che hanno raggiunto l’Italia dalla Cina, circa la metà dei viaggiatori è risultata positiva al Covid, ma i primi esami sui tamponi non hanno mostrato varianti o sottovarianti differenti rispetto a quelle che circolano nella Penisola.

Certo, il tracciamento non sembra particolarmente semplice senza la collaborazione dei vettori e senza un coordinamento complessivo a livello europeo. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha tenuto un’informativa al Senato durante la quale ha dato conto dei primi dati, ma sono attesi nelle prossime ore numerosissimi arrivi dalla Cina, e il monitoraggio resta attivo.

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