Shopping made in Italy, tutte le conseguenze del virus

Rappresenta la terza voce di spesa dopo alloggio e ristorazione. È lo shopping made in Italy che, a causa del suo collegamento al turismo, è uno dei settori più colpiti dall’emergenza sanitaria che ha bloccato nei loro Paesi i turisti internazionali.

Le stime di Federmodaitalia-Concommercio non lasciano purtroppo spazio a dubbi: l’assenza della componente estera si tradurrà in una perdita di 5,7 miliardi.
Preoccupa, in particolare, la mancanza di cinesi (28%), russi (12%) e americani (11%) che, insieme, rappresentavano oltre il 50% degli acquisti. Milano, spiega quotidiano.net, è al primo posto delle mete preferite dai tourist shopper con il 34% degli acquisti effettuati dagli stranieri in Italia. Seguono Roma con il 20% e a distanza Firenze (1%) e Venezia (6%).

Solo per il settore abbigliamento e accessori Federmodaitalia- Confcommercio ha registrato nel 2019 uno scontrino medio di 861 euro.

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