Sicurezza e slow tourism, gli asset di Tahiti per la ripartenza

Una destinazione sicura, vocata alla slow tourism e lontana dai grandi numeri. È questa l'immagine che Tahiti punterà a consolidare nei prossimi anni secondo quanto anticipato da Jean-Marc Mocellin, direttore generale di Tahiti Tourisme, in occasione di un incontro a Roma con le agenzie di viaggi italiane.

"Oggi l'isolamento e la dimensione più intima dei nostri resort sono diventati i nostri punti di forza. Il nostro tessuto ricettivo - ha sottolineato Mocellin - è fatto di piccoli alberghi, bungalow, guest house immersi in grandi aree, mentre le nostre isole offrono la possibilità di fare escursioni esclusive all'aria aperta, ma anche crociere per un massimo di 300 passeggeri".

Il direttore generale ha poi spiegato che per proteggere i visitatori le isole di Tahiti hanno introdotto il Safety Ambassador Program, un programma che "ha rafforzato le misure sanitarie messe in atto dagli attori settore turistico" e che oggi, ha aggiunto, "aiuta i tour operator e le agenzie a identificare i professionisti che applicano questo protocollo". A.D.A.

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