Il mondo attraverso gli occhi dei Millennial, la proposta di WeRoad

06/11/2017
15:34
 

“L’obiettivo è di seguire un target che cresce e ha l’esigenza di conoscere terre e culture locali e di condividere con i coetanei esperienze e sensazioni”. Erika De Santi, WeRoad coordinator in Travel4Target (nella foto), racconta con queste parole la mission di WeRoad, la community di viaggiatori lanciata lo scorso marzo da Travel4Target, il tour operator specializzato nei viaggi evento come quelli di ScuolaZoo.

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Millennial protagonisti
“Il target - spiega - è quello dei Millennial, che conosciamo alla perfezione. Per loro organizziamo viaggi per piccoli gruppi, dalle 8 alle 15 persone, con un coordinatore che conosce bene la destinazione e li accompagna per tutto l’itinerario”.

L’obiettivo è di formare gruppi più omogenei possibile facendo leva sugli interessi dei partecipanti: “Si va dai viaggi avventura in Islanda - racconta De Santi -, a quelli che uniscono la cultura al relax, come nel caso di Cuba”. Alla base di tutto c’è una grande community digitale che si esprime all’interno di un gruppo chiuso dedicato, ‘WeRoad Conosciamoci prima di partire’, che vanta già 5.500 membri.

In programmazione 27 destinazioni
“Le destinazioni in portfolio sono 27 - enumera De Santi - e nel solo periodo estivo abbiamo organizzando otto gruppi; in questi giorni, poi, ce ne sono tre già partiti alla volta di Messico, Thailandia e Islanda e altri ne stiamo creando per la stagione invernale su Cuba, New York, Bali, ancora Thailandia e Colombia". Una volta sul posto, i partecipanti creano contenuti nativi che possono rappresentare anche un format di comunicazione e marketing.

Le opportunità per il B2B
“Agli enti del turismo e brand che vogliono far conoscere i propri territori o le zone di origine dei propri prodotti - spiega infatti De Santi - proponiamo un itinerario brandizzato, che accompagnerà piccoli gruppi alla scoperta degli aspetti meno noti della destinazione. A far marketing ci penseranno i viaggiatori stessi comunicando esperienze e sensazioni ai loro amici, che li conoscono e di loro si fidano: un valore aggiunto che non possono dare né la pubblicità, né gli influencer”. 

In questo modo WeRoad può divenire uno strumento nelle mani dell’ente del turismo ad esempio per riposizionare una meta sul mercato italiano, oppure per allungare la stagionalità di una destinazione proponendo gli aspetti più inediti di un viaggio attraverso la viva voce di chi quel viaggio lo sta provando in prima persona.

Stefania Galvan


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