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Roberto Gentile,
blogger, editore, esperto di retail turistico, community-manager, head-hunter

Esame Tripadvisor superato a pieni voti per i villaggi Mare Italia ad agosto

02/09/2021
10:19
 

Riprendo un’abitudine che data dal 2018 e riporto i risultati del mio “test Tripadvisor” sui villaggi Mare Italia, come ho fatto nella tribolatissima estate 2020 e nella precedente pre-pandemica estate 2019.

Esame ancora una volta superato a pieni voti, per i 6 resort presi in considerazione: in Sardegna l’iGV Club Santagiusta di Castiadas, il Valtur Tirreno Resort di Orosei e l’Is Serenas Badesi di Bluserena; in Sicilia il Club Torre del Barone di OTA Viaggi, a Sciacca; in Calabria il Veraclub Scoglio della Galea a Capo Vaticano e il Villaggio Baia degli Achei di TH Resorts, a Sibari. Tre villaggi ottengono 4 pallini su 5 (“Molto buono” secondo il criterio Tripadvisor) e tre 4,5 su 5 (“Eccellente”), ma se si considerano solo le 60 recensioni più recenti (10 per ognuno dei 6 villaggi, tutte riferite al mese di agosto) il risultato è spettacolare: 42 su 60 (il 70%) sono 5 pallini, quindi il massimo. Con una citazione per il Valtur Tirreno Resort: 9 delle ultime 10 recensioni gli attribuiscono 5 pallini.

Non entro nel merito dei singoli giudizi, talvolta schizofrenici: la stessa sistemazione, nello stesso villaggio, nella stessa settimana può ricevere 5 pallini (“La camera beach? Uno spettacolo!”) oppure 3 (“La persona dedicata alla pulizia della nostra stanza non è stata minimamente formata”). Ecco, quindi, tre riflessioni “trasversali”:  

1) nella memoria del cliente rimane solo il nome del villaggio: se mai hanno avuto in mente il nome dell’agenzia presso la quale hanno comprato il soggiorno o quello del tour operator sul cui catalogo l’hanno scelta, appena inizia la vacanza se ne dimenticano; in nessuna (nessuna) delle 60 recensioni è citato il nome dell’agenzia, mentre il t.o. di riferimento è citato solo una volta, non di più, ogni 10 recensioni; nulla di strano per villaggi di nuova apertura o per quelli entrati quest’anno nel catalogo di un nuovo t.o., ma che nemmeno il Santagiusta (iGV Club da sempre) sia associato ai Grandi Viaggi, suona un po’ strano... altra stranezza, in due resort su sei a rispondere ai giudizi su Tripadvisor (ripeto, sempre positivi) non è il tour operator, ma il gestore alberghiero (che anzi, quando può, promuove pure la propria catena alberghiera, non il t.o. che commercializza quel villaggio)

2) il successo della vacanza è merito solo di animazione e cucina: premesso che parliamo di strutture ben gestite, spesso sul mercato da decenni e frequentate da frotte di repeaters (quindi con la parte alberghiera ben presidiata) colpisce come il fulcro intorno al quale ruotano tutte le recensioni sia la somma di animazione + cucina: se il mini club funziona, se gli spettacoli sono gradevoli, se il maestro di tennis è simpatico e - soprattutto - se si mangia bene e abbondante a colazione, pranzo e cena, allora i 5 pallini sono garantiti; mangiare e divertirsi è il mantra del villaggio, il resto (le escursioni, le iniziative estemporanee, le attività extra ecc.) pare contino poco o nulla

3) “siamo venuti in vacanza per non pensare al virus”: ripeto pari pari quello che riscontravo l’estate scorsa, ovvero che il tema “mascherina, distanziamento, igiene” è del tutto indifferente alla maggioranza dei vacanzieri; una sola recensione su 60 (una!) tratta il tema in dettaglio: “Abbiamo constatato che le regole in tema covid non vengono normalmente applicate: all'arrivo e durante il soggiorno solo a mio marito è stato richiesto il green pass; vi è mancanza di opportuni distanziamenti in fase di spostamenti con navette e trenini;  in spiaggia i pochi ombrelloni erano decisamente troppo vicini”. Mi dicono che in qualche villaggio capitava di scontrarsi tra negazionisti “clienti che giravano senza mascherina ovunque, nonostante avvisi e cartelli” e clienti che avevano  il terrore di uscire dalla camera, ma su Tripadvisor non ce n’è traccia. Si va in vacanza, anche in questa schizofrenica estate 2021, per dimenticare tutto, virus in primis, e “mascherina, distanziamento, igiene” sono un obbligo, subìto ma non apprezzato.


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