Il commento del direttore
Remo Vangelista
Crescita, rafforzamento del posizionamento sul mercato nazionale e una strategia industriale che integra qualità, innovazione e identità. Questa la rotta di Glamour per il 2026, dopo un 2025 che l’azienda definisce “dinamico e irregolare”.
L’operatore si prepara a fare del nuovo anno un passaggio chiave nel proprio percorso di crescita strutturale e di consolidamento sul mercato nazionale. “Il 2026 è sicuramente un anno dove Glamour vuole continuare la propria progressiva crescita come posizionamento sul mercato nazionale - spiega il titolare del tour operator, Luca Buonpensiere -. Abbiamo aree di crescita evidenti sia per nostra continua spinta nella scelta sempre più selezionata di fornitori che nella scelta di proposte anche diverse rispetto ai nostri concorrenti”.
In questo scenario, Africa e Far East rappresentano le direttrici strategiche sulle quali l’operatore ha previsto investimenti importanti in acquisizione prodotto e nella spinta commerciale e marketing. Mentre si guarda con attenzione il Nord America: “La destinazione Nordamerica è naturalmente quella sulla quale abbiamo il monitor più attento, e che oggi registra una richiesta più altalenante - riferisce Buonpensiere -. Potenzialmente necessiterà di maggiore supporto sia commerciale che di rapporto coi fornitori, un’attività che ci vede molto operativi fin da settembre scorso”.
Una Pasqua meno favorevole rispetto allo scorso anno rappresenterà un elemento da considerare nella lettura dei flussi del nuovo anno, ma Glamour si appresta ad affrontare i mesi a venire con equilibrio. E anche sugli Usa la pianificazione terrà conto di una “richiesta caratterizzata da alti e bassi”.
Approccio integrato alla marginalità
La strategia di Glamour è quella di affrontare il 2026 con un approccio integrato alla marginalità, lavorando su pricing, negoziazione con i partner e ottimizzazione dell’offerta.
“Per proteggere la redditività, è fondamentale considerare tutti questi aspetti. In particolare, puntiamo a ottimizzare l’offerta con proposte sempre più vicine alle richieste del mercato, tenendo sempre in considerazione l’importanza del prezzo finale”, spiega Luca Buonpensiere. Centrale in questo percorso è il lavoro di Emmer Guerra e del team dei destination manager, impegnati a costruire un’offerta che coniughi valore economico, servizio e qualità. “Il servizio e la qualità sappiamo che hanno un’importanza altrettanto indispensabile e trovare la giusta amalgama tra questi elementi è per Glamour la giusta ricetta”.
Gli investimenti
Gli investimenti rimangono un pilastro. “Investire è un obbligo imprenditoriale, la misura dipende da varie valutazioni”. Il piano include lo sviluppo di piattaforme di offerta, programmi gestionali e statistici, cyber security, marketing e il rafforzamento delle figure commerciali e operative.
Sempre più centrale il capitolo intelligenza artificiale: da circa un anno l’azienda ha integrato soluzioni di AI nei processi, partendo dal marketing per estenderle progressivamente alle altre direzioni. L’obiettivo è migliorare analisi dati, profilazione della domanda, performance delle campagne e ottimizzazione dei flussi operativi, mantenendo saldo il controllo strategico.
Accanto alla tecnologia, resta decisivo il capitale umano. “Noi crediamo fermamente che il valore umano sia ancora decisivo per molte attività”. Glamour prosegue nel rafforzamento dell’organico, con particolare attenzione ai giovani talenti. In questa direzione si inserisce la partnership con Fondazione Campus, attraverso l’Accademia del Turismo, per formare professionisti specializzati nell’outgoing e attrarre nuove competenze.
Specializzazione
Sul fronte prodotto, la scelta è netta e punta alla specializzazione. “Noi stiamo riducendo l’offerta - spiega Buonpensiere -. Offrire meno prodotto, ma quello che decidiamo di consolidare avrà sempre di più la spinta verso l’eccellenza che rimane il nostro traguardo certo”. Un orientamento che mira a rafforzare riconoscibilità e identità sulle destinazioni trattate. “Dobbiamo farci riconoscere sempre di più dal mercato affermando la nostra peculiarità e la nostra identità”.
Luca Buonpensiere guarda poi con particolare attenzione all’Ebitda: “Certamente da imprenditore apprezzo maggiormente l’Ebitda, ma non posso certo non sapere che tale valore tiene anche conto di crescita costante e consolidamento”.
Lo sguardo sul futuro è di fiducia: “Io sono super ottimista - conclude Buonpensiere -, perché chi lavora bene deve solo aspettare ottimi risultati”.