Il commento del direttore
Remo Vangelista
Arriva dagli Stati Uniti l’allarme per le truffe legate al turismo: l’intelligenza artificiale sta infatti rendendo più difficile individuare gli inganni anche in questo settore, come ha avvertito l’associazione dei dettaglianti Usa, l’Asta.
L’IA mette infatti a disposizione strumenti sempre più sofisticati: consente ad esempio di scrivere mail più credibili o addirittura clonare la voce dei dirigenti per ingannare dipendenti o terze parti.
Grazie alla clonazione vocale, riporta www.travelweekly.com un malintenzionato potrebbe ascoltare un webinar, registrare la voce di un dirigente e utilizzarla per effettuare una chiamata fraudolenta a un consulente di viaggio, effettuare una prenotazione di alto valore con una carta di credito rubata o addirittura accedere ai sistemi dell’agenzia di viaggi.
“Le tipologie di frode messe in atto dai truffatori rimangono le stesse - precisa l’Asta -; l’IA si è limitata a migliorarle”. Addio dunque ai classici errori di ortografia che in passato rendevano facilmente individuabili i tentativi di phising. Ora l’Intelligenza artificiale consente non solo di evitare gli errori ma anche di adottare un tono della comunicazione più credibile.
Un elemento fondamentale per difendersi, avverte l’Asta, consiste nell’adottare procedure per verificare l’autenticità di una transazione. Le richieste ricevute via e-mail o telefono non possono essere accettate acriticamente.