Il commento del direttore
Remo Vangelista
Solido e inattaccabile secondo Gianpaolo Romano. In questa fase confusa, dove le mete ferme al palo sono parecchie, i viaggi di nozze restano uno dei pochi tesoretti rimasti sulle scrivanie degli adv. Il vecchio e mai così amato segmento honeymoon resiste al conflitto del Golfo meglio di molti altri.
Arretra di qualche metro ma non abbandona il fortino, come sta invece avvenendo su altre mete. “Nel Sud Italia è ancora una garanzia. Nel ‘26 speriamo di contenere una discesa del 10% ma prima della fine dell’anno sono certo che riprenderemo quota - dice a TTG Italia il ceo Cartaorange - Ora ci stiamo spostando su mete europee e questo potrebbe tagliare lo scontrino medio”. In una analisi approfondita che entra nel business honeymoon Cartorange evidenzia che nel ’25 emerge chiaramente come il consumatore sia più selettivo e attento con un budget medio attestato a 5.090 euro a persona.
Nel ’25 le prenotazioni per viaggi di nozze hanno toccato i 178 giorni di anticipo, mentre a inizio ’26 si è ridotto a 157 giorni. La tensione geopolitica si sta facendo sentire e la pianificazione del viaggio appare più prudente.
“In questa fase stiamo assistendo a una flessione di mercato – rimarca Romano – Più che a tagli drastici di prenotazione assistiamo a uno spostamento su altre mete rispetto al classico lungo raggio. È chiaro che in questa situazione congiunturale appare difficile rispettare il budget ’26 che prevede ricavi per 45 milioni di euro (40 milioni nel 2025)”.
Con i suoi 400 consulenti di viaggio l’azienda è diventata sempre di più un punto di riferimento nel mercato, malgrado il comparto viva un momento caotico come dice Romano: “Oggi è più complesso fare una buona programmazione . Credo sia un problema strutturale ma in questa fase il caos di mercato si è ampliato”. Tra le complessità evidenti anche Cartorange evidenzia come punto dolente il rapporto tra distribuzione e compagnie aeree, “perché parliamo di un rapporto con marginalità risibili. Senza considerare che i processi di lavoro sono diventati complicati ed i rapporti meno aperti. Il risultato finale è immaginabile”. (r.v.)