Aeroporti italiani in crescita
Ecco la fotografia dell’Enac

Un sistema da quasi 230 milioni di passeggeri, il 22 per cento dei quali transitati nel principale hub del Paese, Roma Fiumicino, che per la prima volta supera quota 50 milioni. E’ questa la fotografia preliminare del traffico negli aeroporti italiani che emerge dal report appena presentato dall’Enac e che fornisce un primo quadro del 2025 di un settore che in Italia cresce a ritmo sostenuto, con un incremento di 5 punti percentuali.

“L’aumento del traffico aereo del 2025 – sottolinea il presidente Enac Pierluigi Di Palma - è un segnale forte e inequivocabile della definitiva ripresa del settore e della centralità del trasporto aereo per la crescita economica, la competitività e la connettività del Paese. Il comparto si conferma una leva strategica per l’economia nazionale, capace di sostenere turismo, business e competitività internazionale, accompagnando al tempo stesso l’evoluzione verso un modello di mobilità più innovativo e sostenibile. L’aviazione civile torna a volare e a guardare con fiducia al futuro”.

Spinta internazionale

L’analisi dell’Ente mette in luce un trend molto chiaro sull’andamento del comparto in Italia: se infatti da un lato il traffico domestico, con 72,5 milioni di pax, rimane sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, quello internazionale fa un balzo in avanti di 8 punti percentuali. Un risultato, che in termini assoluti si traduce in oltre 157 milioni di passeggeri, dovuto alla doppia spinta dei mercati di prossimità, con il dominio delle compagnie low cost, e dei voli intercontinentali, che hanno movimentato il 10% in più di passeggeri rispetto al 2024. Per quanto riguarda i singoli mercati, la Spagna si conferma leader con 22,5 milioni di pax, il 6% in più dello scorso anno.

“Di particolare interesse è l’incremento percentuale dei piccoli aeroporti come Reggio Calabria, Rimini, Pescara, Trieste – aggiunge Di Palma - che determina una positiva riflessione sulla Ram (Regional Air Mobility), policy che Enac sta sviluppando valorizzando la rete aeroportuale minore che potrà permettere la realizzazione di un network tra grandi e piccoli aeroporti”. Una tendenza, questa, che si è sviluppata sull’onda della continua crescita dello share di mercato dei vettori low cost, arrivato ora al 63% del totale, in deciso aumento sull’anno precedente.

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