Il commento del direttore
Remo Vangelista
Oltre mille atleti e 200mila spettatori. Circa un passeggero o poco più ogni dieci del milione e mezzo previsto per le Olimpiadi invernali si stima sceglierà l’aeroporto Marco Polo di Venezia per approdare alle aree delle gare, che si svolgeranno tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige.
“Si tratta ovviamente di passeggeri con esigenze specifiche, diverse da quelle della normale utenza - spiega a Corriere della Sera Gino Baldi (Gruppo Save), direttore operativo del terminal -. Abbiamo quindi allestito una serie di servizi appositi come l’accoglienza, l’accreditamento, la gestione dei bagagli, i trasferimenti ai campi di gara e ai villaggi olimpici: non solo per Cortina, ma eventualmente anche per la Lombardia”.
L’area dei banchi check-in al piano terra sarà dedicata ai passeggeri ‘olimpici’, ,mentre continueranno a funzionare regolarmente i check-in al primo piano.
Particolarmente complicata la gestione dei bagagli, considerato che sono attesi picchi di circa 2mila colli fuori misura al giorno (la media normalmente è di 3mila al mese): non solo attrezzature sportive e materiali tecnici, ma anche armi utilizzate nel biathlon e strumentazione professionale al seguito di fotografi, operatori video e giornalisti.
Oltre ad adeguare l’infrastruttura, sottolinea Baldi, è stato anche rafforzato l’organico: dei circa 150 addetti presenti in turno al giorno, il 30% è dedicato (o coinvolto in misura significativa) a supporto dell’operatività di Milano Cortina. Il coordinamento di tutte le attività è affidato alla ‘Action Room’, un centro operativo logistico attivo 24 ore su 24, in cui il personale Save lavora a stretto contatto con quello della Fondazione MiCo.