Il commento del direttore
Remo Vangelista
“La mancanza di chiarezza normativa del regolamento ha portato a innumerevoli contenziosi legali, rendendo evidente la necessità di una riforma, ma se i legislatori non agiranno con cautela, la riforma rischierà di apparire severa sulla carta ma di rivelarsi poco efficace nella realtà, andando a impattare proprio i passeggeri”. Si fa sempre più vivace il dibattito sul regolamento EU261 e mentre la riforma sta entrando nel vivo prende posizione anche Airlines4Europe per bocca del managing director Ourania Georgoutsakou.
Questione ritardi
In una lettera indirizzata ai media, la manager rileva come al centro del dibattito ci sia chiaramente la soglia del ritardo per i risarcimenti, fissata in tre ore, a meno che questi non siano causati da circostanze eccezionali e fuori dal controllo diretto della compagnia aerea. E rimarca: “Nessuno mette in dubbio che i passeggeri meritino tutela: anche le compagnie aeree vogliono portare i clienti a destinazione in orario. È giusto e necessario risarcire i ritardi o le cancellazioni dovuti a cattiva pianificazione o errori del personale. Il punto, però, è che la maggior parte dei ritardi è fuori dal controllo diretto delle compagnie aeree, non sempre è possibile rimediare in tempi brevi”.
Georgoutsakou entra poi nel dettaglio tecnico delle questioni legate ai ritardi evidenziando come anche le riparazioni di routine richiedono spesso un’intera giornata lavorativa prima che l’aereo possa decollare in piena sicurezza. E aggiunge: “Quando un aereo resta a terra, le compagnie devono organizzare un velivolo e un equipaggio sostitutivi, spesso provenienti da un’altra città o paese. Questo significa coordinare piloti, personale di cabina, carburante, bagagli e imbarco. Nella realtà operativa, un’operazione del genere richiede di solito più vicino alle cinque ore che non alle tre”.
Risarcimenti
E poi il paradosso: se il conto attuale dei risarcimenti si aggira sugli 8 miliardi di euro, questa cifra ricade interamente sul prezzo del biglietto aereo, gravando (in misura minima) anche su quei passeggeri che in realtà non hanno subito disagi. “Secondo le proposte attualmente sul tavolo, i costi totali potrebbero quasi raddoppiare, arrivando a circa 15 miliardi di euro. Questo inevitabilmente si tradurrebbe in tariffe più alte, in un momento in cui molte famiglie stanno già affrontando l’aumento dei costi di viaggio”, conclude.